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- Almeno 33 persone sono decedute nello stato di Jammu e Kashmir a causa delle inondazioni e delle frane, con precipitazioni che hanno superato del 9% il precedente record del 1973 a Jammu, raggiungendo i 296 millimetri in 24 ore.
- Nell'Himachal Pradesh, i morti accertati dall'inizio della stagione delle piogge (20 giugno) sono almeno 192, con 36 persone ancora disperse e quasi 28.000 abitazioni danneggiate, molte delle quali distrutte.
- L'Icimod ha avvertito che l'area dell'Hindu Kush-Himalaya sta subendo «un rapido scioglimento dei ghiacciai, cambiamenti nei modelli meteorologici e una crescente frequenza degli eventi catastrofici», inclusi gli smottamenti.
Il nord dell’India è stato investito da una sequenza di fenomeni atmosferici estremi, scatenando una seria emergenza umanitaria. Inondazioni e smottamenti, conseguenza di piogge monsoniche di inusitata violenza, hanno provocato la perdita di numerose vite umane e danni considerevoli a infrastrutture e abitazioni. Le autorità locali hanno ufficializzato il decesso di almeno 33 persone nel territorio himalayano di Jammu e Kashmir. Le vittime sono state sopraffatte dalla potenza delle acque e dal fango lungo un’arteria stradale fondamentale per raggiungere il tempio induista di Vaishno Devi.
Le precipitazioni hanno toccato livelli mai visti in varie località. A Jammu, si sono misurati 296 millimetri di pioggia in sole 24 ore, superando del 9% il precedente primato del 1973. Ancora più eclatante è il dato di Udhampur, con 629 millimetri di pioggia, un incremento dell’84% rispetto al record del 2019. Moltitudini di persone sono state forzate a lasciare le loro abitazioni, e le scuole sono rimaste inaccessibili a causa dell’emergenza. Le comunicazioni sono state interrotte in diverse zone, complicando ulteriormente il coordinamento dei soccorsi.
Himachal Pradesh: Una Regione in Ginocchio
La situazione è particolarmente grave nell’Himachal Pradesh, dove cedimenti del terreno, esondazioni e frane hanno annientato aree estese. A partire dall’inizio della stagione delle piogge, il 20 giugno, i morti accertati sono almeno 192, e 36 persone risultano ancora disperse. Quasi 28.000 dimore sono state danneggiate, molte delle quali completamente rase al suolo. Più di 88.000 ettari di terreni agricoli sono stati devastati, colpendo severamente l’economia locale, specialmente nei distretti di Mandi, Kullu e Chamba.
Le infrastrutture hanno subito gravi danni, con 449 strade impraticabili, tra cui due rilevanti autostrade nazionali. L’approvvigionamento di acqua ed energia elettrica è stato interrotto in molte zone, esacerbando ulteriormente le difficoltà per le popolazioni coinvolte. Il governo ha stanziato fondi per i soccorsi e la ricostruzione, mobilitando squadre di emergenza che includono la National Disaster Response Force, l’esercito e l’aeronautica. Sono stati diramati avvisi di allerta arancione e gialla a causa del persistere delle piogge, con particolare attenzione alle aree dei distretti di Kangra e Solan esposte al rischio di frane.

- 🙏 Speriamo che gli aiuti arrivino presto... ...
- 😡 Inaccettabile che l'urbanizzazione selvaggia... ...
- 🤔 E se queste catastrofi fossero un campanello d'allarme... ...
Devastazione a Kishtwar e Altre Aree Colpite
Anche il distretto di Kishtwar, nel Jammu e Kashmir, ha patito le conseguenze di una imponente esondazione che ha causato almeno 34 vittime e decine di dispersi nel borgo montano di Chositi. Le precipitazioni ininterrotte hanno innescato smottamenti, collassi strutturali e una violenta ondata di acqua, pietre e detriti che ha travolto un’area di pellegrinaggio frequentata da oltre 200 fedeli indù. Le operazioni di soccorso sono rese estremamente difficoltose dall’enorme quantità di fango e detriti. Un ponte sul fiume Tawi è crollato, tagliando fuori completamente villaggi come quello nel distretto di Doda.
Nello stato di Uttarakhand, precisamente nella zona himalayana della località di Dharali, una colata di fango ha devastato la valle a seguito di intense e improvvise piogge. Almeno quattro persone hanno perso la vita e molte sono ancora disperse, tra cui alcuni soldati. Le ricerche dei sopravvissuti proseguono con l’ausilio di droni, cani da fiuto, mentre elicotteri militari vengono impiegati per i rifornimenti e le operazioni di evacuazione. Anche Mumbai, nello stato del Maharastra, è stata colpita da forti piogge, causando la morte di oltre 21 persone e gravi disagi per milioni di abitanti.
Cause e Conseguenze: Un Quadro Complesso
Le inondazioni e gli smottamenti sono fenomeni comuni nel nord dell’India durante la stagione monsonica, che va da giugno a settembre. La situazione è però peggiorata dagli impatti del mutamento climatico, dalle carenze infrastrutturali e da un’espansione urbana incontrollata. Gli esperti del Centro internazionale per lo sviluppo integrato della montagna (Icimod) sottolineano che l’intensità delle piogge, l’ammorbidimento del permafrost e l’urbanizzazione incontrollata aumentano il rischio di catastrofi di questo tipo. L’Icimod aveva già avvertito che la vasta regione dell’Hindu Kush-Himalaya sta subendo “un rapido scioglimento dei ghiacciai, cambiamenti nei modelli meteorologici e una crescente frequenza degli eventi catastrofici“, tra cui le alluvioni.
Resilienza e Adattamento: Sfide per il Futuro
Di fronte a questa ondata di eventi estremi, è fondamentale interrogarsi sulle strategie di resilienza e adattamento da adottare per proteggere le comunità vulnerabili e ridurre il rischio di future catastrofi. È necessario investire in infrastrutture resilienti, promuovere una pianificazione urbana sostenibile e rafforzare i sistemi di allerta precoce. Allo stesso tempo, è essenziale affrontare le cause profonde del cambiamento climatico attraverso politiche ambiziose di riduzione delle emissioni di gas serra. Solo attraverso un approccio integrato e multidisciplinare sarà possibile mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici e costruire un futuro più sicuro e sostenibile per le popolazioni dell’Himalaya.
Amici appassionati di montagna, di fronte a queste notizie drammatiche, è importante ricordare che la montagna è un ambiente fragile e complesso, in cui l’equilibrio tra uomo e natura è sempre precario. Una nozione base di alpinismo ci insegna che la preparazione, la conoscenza del territorio e il rispetto delle regole sono fondamentali per affrontare le sfide che la montagna ci pone. Una nozione più avanzata ci ricorda che la montagna è anche un indicatore sensibile dei cambiamenti climatici, e che la sua salute è strettamente legata alla nostra.
Riflettiamo, quindi, su come le nostre azioni quotidiane possano contribuire a proteggere questo patrimonio prezioso e a costruire un futuro più sostenibile per tutti.
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Riscrivo le frasi evidenziate:
L’Icimod aveva precedentemente segnalato che l’estesa area dell’Hindu Kush-Himalaya sta sperimentando una rapida fusione dei ghiacciai, mutamenti nelle configurazioni climatiche e un aumento della ricorrenza di eventi disastrosi, comprese le inondazioni.
Sono state emesse segnalazioni di attenzione di livello intermedio e basso per le piogge incessanti, con una particolare enfasi sulle aree a rischio di smottamenti nei distretti di Kangra e Solan.
* La ricerca dei superstiti prosegue con l’impiego di aeromobili a pilotaggio remoto, unità cinofile specializzate, mentre velivoli militari sono impiegati per il trasporto di beni di prima necessità e per le operazioni di sgombero.