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- Impennata del +28,7% negli ingressi ai poli sciistici, con un passaggio da 758.316 primi ingressi nella stagione 2017/18 a 976.259 nella stagione 2025/26.
- I ricavi dei poli montani hanno registrato un aumento del +72,1%, passando da circa 10,4 milioni di euro a 17,9 milioni di euro nello stesso periodo, dimostrando una forte ripresa economica.
- I pernottamenti nelle aree montane sono cresciuti del +24,5%, passando da 1.057.769 nel 2019 a 1.317.759 nel 2025, indicando un crescente interesse per le vacanze in montagna.
- Crescita delle imprese attive nei comuni montani del +3,5% dal 2021 al 2024, con un saldo positivo di 173 imprese, grazie al traino dei servizi.
L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo ha rilasciato dichiarazioni in merito ai dati relativi al turismo montano, sottolineando una crescita significativa sia in termini di fatturato che di affluenza di sciatori. L’intervento mira a contestualizzare e chiarire i dati, rispondendo a quelle che definisce mistificazioni e polemiche sterili.
Incremento del turismo montano: cifre e contestualizzazione
L’assessore ha evidenziato un incremento del *+28,7% negli ingressi ai poli sciistici, confrontando la stagione 2017/18 con quella del 2025/26. Nello specifico, si è passati da 758.316 primi ingressi a 976.259. Parallelamente, i ricavi dei poli montani hanno registrato un’impennata del +72,1%, passando da circa 10,4 milioni di euro a 17,9 milioni di euro nello stesso periodo di riferimento. Questo aumento di fatturato è un indicatore chiave della vitalità economica delle aree montane.
L’assessore ha inoltre sottolineato come l’aumento delle presenze negli impianti di risalita si sia tradotto in un incremento dei pernottamenti nelle strutture ricettive delle zone montane. Nel 2019, i pernottamenti nelle aree di Carnia, Dolomiti friulane, Piancavallo e Tarvisiano ammontavano a 1.057.769, mentre nel 2025 hanno raggiunto quota 1.317.759, segnando una crescita del +24,5%.
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Investimenti strategici per lo sviluppo delle aree interne
L’assessore ha ribadito che PromoTurismoFVG non è un’entità orientata al profitto, ma un fornitore di servizi per turisti e cittadini. Di conseguenza, gli investimenti devono essere valutati in base al loro impatto sociale ed economico su imprese, lavoratori e utenti. La programmazione triennale degli investimenti di PromoTurismoFVG non si limita agli impianti di risalita, ma include anche lo sviluppo estivo della montagna, percorsi per mountain bike e altre strutture gestite dall’ente.

Impatto positivo sull’economia locale e sull’occupazione
L’assessore ha evidenziato come, dopo un decennio di crisi, i comuni montani stiano registrando una crescita delle imprese attive da quattro anni, grazie al traino dei servizi. Dal 2021 al 2024 si è registrato un saldo positivo di 173 imprese, pari al +3,5%. Dato che le attività del settore terziario in montagna costituiscono il 51,8% del totale, questa statistica conferma che le risorse regionali destinate al comparto agiscono da catalizzatore per l’imprenditoria, l’occupazione e la fioritura delle regioni montane.
Un futuro promettente per il turismo montano
I dati presentati dall’assessore regionale delineano un quadro positivo per il turismo montano, con una crescita significativa sia in termini di affluenza che di fatturato. Gli investimenti strategici e la programmazione mirata sembrano aver contribuito a rivitalizzare le aree interne, creando nuove opportunità per le imprese e i lavoratori. La crescita del settore terziario in montagna è un segnale incoraggiante, che indica un cambiamento strutturale e una maggiore diversificazione dell’economia locale. Il futuro del turismo montano appare promettente, a condizione che si continui a investire in modo oculato e a promuovere uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
Amici appassionati di montagna, questi dati ci dicono una cosa importante: la montagna è viva e vegeta, e non solo d’inverno. _L’aumento dei pernottamenti estivi_ ci fa capire che c’è un interesse crescente per le attività outdoor anche durante la bella stagione.
Ma c’è di più. Dietro a questi numeri si nasconde una sfida complessa: quella di coniugare sviluppo turistico e sostenibilità ambientale. Non possiamo permetterci di trasformare le nostre montagne in parchi giochi a cielo aperto, deturpando il paesaggio e compromettendo l’ecosistema.
Una nozione base di alpinismo ci ricorda che la montagna va rispettata, sempre. Ogni passo che compiamo, ogni sentiero che percorriamo, deve essere fatto con consapevolezza e responsabilità.
Una nozione avanzata ci suggerisce di guardare oltre il semplice dato numerico. Dobbiamo chiederci: chi beneficia realmente di questa crescita turistica?* Le comunità locali? Le piccole imprese? O solo i grandi operatori del settore?
Forse è il momento di ripensare il modello di sviluppo turistico, puntando su un turismo più lento, più consapevole, più rispettoso dell’ambiente e delle persone. Un turismo che valorizzi le tradizioni, i prodotti tipici, la cultura locale. Un turismo che lasci un’impronta positiva, non solo economica, ma anche sociale e ambientale.
Perché, in fondo, la montagna non è solo un luogo da visitare, ma un patrimonio da proteggere e da tramandare alle future generazioni.







