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- Il turismo montano in Calabria ha tradizionalmente associato la neve a progresso e benessere economico, influenzando politiche e investimenti.
- Il cambiamento climatico sta riducendo la durata delle stagioni sciistiche, portando talvolta alla loro completa eliminazione dal calendario locale, e aumentando i costi per la gestione delle infrastrutture dedicate agli sport invernali.
- La montagna calabrese offre un patrimonio inesplorato, con parchi nazionali, borghi storici, tradizioni agro-pastorali e un'enogastronomia che attira viaggiatori in cerca di alternative al turismo di massa, offrendo opportunità di undertourism.
- Il turismo esperienziale, il cicloturismo e le attività legate alla natura sono compatibili con modelli sostenibili, privilegiando modalità meno intrusive e una crescente richiesta di narrazioni legate all'esperienza umana nei luoghi.
- La Calabria ha il potenziale per diventare un punto focale nazionale per sperimentazioni in ambito climatico, orientandosi verso stanziamenti improntati alla salubrità ambientale globale e alla sostenibilità edilizia.
- È necessario un approccio audace e a lungo termine, investendo in competenze, conoscenza diffusa, reti locali, servizi leggeri e mobilità ecologica, valorizzando i luoghi senza distorcerne l'essenza, per un turismo consapevole e rispettoso.
Nel contesto calabrese del turismo montano si è andata delineando nel corso dei decenni una specifica iconografia: quella della neve che assume i connotati di un segno distintivo associato a progresso e benessere economico. Tale visione ha influenzato profondamente sia le politiche pubbliche sia gli investimenti programmatori del territorio, alimentando un modello esclusivamente centrato sugli sport invernali che talvolta contrasta con l’effettiva realtà storica e sociale delle aree interessate. Le strutture destinate alla risalita e i tracciati da sci non si limitano a essere mere opere turistiche; essi fungono infatti da autentici veicoli culturali poiché portatori di una concezione dinamica del futuro.
L’Inesorabile Realtà del Cambiamento Climatico
Nella contemporaneità ci troviamo di fronte a evidenze climatiche che delineano una realtà sostanzialmente diversa da quanto immaginato fino ad ora. Il modello di turismo montano ancorato esclusivamente alla presenza della neve sta mostrando manifestazioni preoccupanti dei propri limiti operativi ed economici. Non parliamo più di semplici proiezioni per il futuro; il cambiamento climatico ha assunto dimensioni tangibili nelle vette calabresi dove l’innevamento naturale diviene ogni giorno meno comune e sempre più incerto nella sua distribuzione temporale e quantitativa. Si riscontrano infatti riduzioni significative nella durata delle stagioni sciistiche; talvolta queste vengono addirittura eliminate del tutto dal calendario sportivo annuale locale. Allo stesso tempo abbiamo assistito a incrementi dei costi per la gestione delle infrastrutture dedicate agli sport invernali che stanno assumendo proporzioni insostenibili sia sul piano economico che ambientale; l’uso intensivo della neve artificiale, quindi, si fa inevitabilmente strada verso la considerazione dell’inefficienza del sistema attuale adottato nel settore turistico regionale rispetto alla pura dipendenza dalla bianca coltre nevosa. Ciononostante persiste l’insistenza nel mantenere operante questo schema superato senza interrogarsi sull’essenza vitale: ha realmente senso concentrare le future prospettive economiche delle zone alpine calabresi su un modello turisticamente vincolante alla sola disponibilità della neve?

Oltre lo Sci: Un Patrimonio da Riscoprire
Percorrendo il tragitto dalla Sila al Pollino attraverso l’Aspromonte e le Serre si può osservare uno schema stranamente ricorrente: intermittenti investimenti pubblici accompagnati da infrastrutture sottoutilizzate ed economie locali fragilissime poiché legate a sole brevi fasi stagionali dell’anno. Un sistema turistico vulnerabile tanto alle avversità climatiche quanto alle fluttuazioni del mercato: incapace sia di creare coesione sociale sia di trattenere una gioventù in cerca di impiego solido o persino di costruire filiere durevoli nel tempo. Malgrado ciò, la montagna è molto più delle semplici immagini invernali associate allo sci; rappresenta infatti una risorsa ancora insufficiente esplorata e non adeguatamente valorizzata nella sua interezza. Queste splendide catene montuose della Calabria sono custodi di un patrimonio straordinario: vasti parchi nazionali abbelliti da flora endemica meravigliosa, eleganti borghi storici con vivaci tradizioni agro-pastorali affacciati su sentieri, venerabili foreste dal fascino secolare. Unitamente all’enogastronomia che identifica questo territorio, i panorami rimarcano il carattere attrattivo per viaggiatori sempre alla ricerca di alternative ai circuiti turistici massificati. Coinvolti dall’overtourism tipico delle grandi destinazioni mondiali, costoro possono scoprire qui chanche tangibili di undertourism: ambientazioni autenticamente meno congestionate ma pronte a offrire esperienze significative lontano dai percorsi convenzionali appena battuti.
Un Nuovo Paradigma Turistico: Sostenibilità e Valorizzazione del Territorio
Il panorama turistico degli ultimi anni ha mostrato un aumento sostanziale nella richiesta di forme alternative come il turismo lento, quello esperienziale, insieme a manifestazioni legate alla natura ed espressioni culturali autentiche. Questa tipologia di approccio dà priorità al tempo da trascorrere immersi nelle comunità locali, oltre ad essere attenti ai segnali offerti dal territorio circostante. Attività come escursionismo o trekking, assieme al cicloturismo e al rispetto dell’ambiente naturale attraverso iniziative quali l’osservazione della fauna, i laboratori enogastronomici o residenze artistiche, rappresentano esperienze compatibili con modelli sostenibili: si privilegiano modalità meno intrusive riguardo alle strutture necessarie sul terreno mentre emerge una richiesta crescente per capacità comunicative narranti eventi legati all’esperienza umana vissuta nei luoghi stessi.
Rivisitare i concetti associati al turismo montano implica essenzialmente andare verso una liberazione dalle tradizionali stagionalità dei flussi turistici; è cruciale promuovere uno sviluppo economico in grado di fiorire durante tutto l’anno, permettendo così un reddito distribuito equamente nel tessuto sociale locale senza far leva su pratiche distruttive per l’ambiente naturale stesso, ma piuttosto puntando su relazioni simbiotiche fra turisti ed ecosistema.
Questo comporta quindi scelte a carattere culturale imprescindibilmente legate agli aspetti economici appunto; sotto questo profilo particolare attenzione merita la situazione delle aree montane calabresi, suggerendo persino potenzialità tali da divenire punti focali nazionali per sperimentazioni in ambito climatico: qui, infatti, possiamo affermare senza dubbio alcuno che, sebbene ci possa apparire purtroppo giunta a termine una stagione nevosa, ciò indica semplicemente come aprirsi ad opportunità diverse orientate verso stanziamenti improntati alla salubrità ambientale globale, dando vita invece a epoche innovative interamente basate sulla sostenibilità edilizia sempre più integrata con l’eccellenza dell’esperienza vissuta dai visitatori, fondata su connessioni rinnovate fra uomo ed ambiente circostante.
Verso un Futuro Sostenibile: Una Visione di Lungo Periodo
Il nodo cruciale, oggi, non è di natura tecnica, ma culturale e politica. È imprescindibile riconoscere che i modelli attuali sono superati e non più adatti alle condizioni ambientali, sociali ed economiche odierne, e pertanto è necessario intraprendere una rottura con il passato. Si necessita di un approccio che esiga audacia pubblica e una prospettiva a lungo termine: investire non in soluzioni palliative o infrastrutture invasive, ma in crescita delle competenze, conoscenza diffusa, reti locali, servizi leggeri, mobilità ecologica e strategie promozionali che valorizzino i luoghi senza distorcerne l’essenza. La montagna calabrese non abbisogna di essere “salvata” con interventi estemporanei, bensì deve essere concepita per ciò che ha il potenziale di essere: un ambiente vibrante, vissuto e accogliente, capace di interagire con un turismo consapevole, attento e rispettoso. Per usare le parole di Messner, “la montagna non è un luogo da conquistare, ma uno spazio da rispettare e ascoltare”, perché non si esaurisce nella vetta, ma nel dialogo che instaura con chi la percorre. Al di là della neve si profila una narrazione alternativa. È compito della Calabria scegliere se dare vita a questa storia.
Un Nuovo Orizzonte: Resilienza e Innovazione nel Turismo Montano
Cari amici della montagna, prendiamoci un momento per esaminare attentamente ciò che abbiamo appena esplorato. La trasformazione del nostro approccio turistico – spostandosi da modelli dominati dalla neve verso alternative più eco-compatibili e variegate – rappresenta non soltanto una risposta urgente all’emergenza climatica ma si configura altresì come un’occasione incredibile per esaltare il patrimonio distintivo dei nostri territori alpini.
Definizione fondamentale: Il concetto di turismo responsabile in ambito montano comporta l’attenuazione degli effetti negativi sull’ambiente naturale, l’apprezzamento delle tradizioni locali e il sostegno economico alle popolazioni che abitano questi luoghi.
Concetto evoluto: Affinché il settore turistico possa affrontare efficacemente i cambiamenti climatici nelle regioni alpine, è imperativo adottare metodologie d’adattamento pionieristiche: queste possono comprendere la varietà nell’offerta turistica disponibile, promuovere iniziative ad impatto ambientale limitato e costruire infrastrutture durevoli che rispondano alle sfide climatiche emergent.
Invito ciascuno di voi a riflettere su come i vostri viaggi possano favorire uno scenario futuro maggiormente armonioso per gli ecosistemi montani. Optate per avventure genuine, incoraggiate lo sviluppo economico locale e assumete consapevolezza circa le conseguenze ecologiche derivanti dalle vostre azioni. Solo attraverso tale approccio sarà possibile tutelare la bellezza e il dono ricco di risorse delle nostre montagne, garantendo così una preziosa eredità per i futuri abitanti di queste terre.
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Nel contesto calabrese del turismo montano si è andata delineando nel corso dei decenni una specifica iconografia: quella della neve che assume i connotati di un segno distintivo associato a progresso e benessere economico. Tale visione ha influenzato profondamente sia le politiche pubbliche sia gli investimenti programmatori del territorio, alimentando un modello esclusivamente centrato sugli sport invernali che talvolta contrasta con l’effettiva realtà storica e sociale delle aree interessate. Le strutture destinate alla risalita e i tracciati da sci non si limitano a essere mere opere turistiche; essi fungono infatti da autentici veicoli culturali poiché portatori di una concezione dinamica del futuro.
L’Inesorabile Realtà del Cambiamento Climatico
Nella contemporaneità ci troviamo di fronte a evidenze climatiche che delineano una realtà sostanzialmente diversa da quanto immaginato fino ad ora. Il modello di turismo montano ancorato esclusivamente alla presenza della neve sta mostrando manifestazioni preoccupanti dei propri limiti operativi ed economici. Non parliamo più di semplici proiezioni per il futuro; il cambiamento climatico ha assunto dimensioni tangibili nelle vette calabresi dove l’innevamento naturale diviene ogni giorno meno comune e sempre più incerto nella sua distribuzione temporale e quantitativa. Si riscontrano infatti riduzioni significative nella durata delle stagioni sciistiche; talvolta queste vengono addirittura eliminate del tutto dal calendario sportivo annuale locale. Allo stesso tempo abbiamo assistito a incrementi dei costi per la gestione delle infrastrutture dedicate agli sport invernali che stanno assumendo proporzioni insostenibili sia sul piano economico che ambientale; l’uso intensivo della neve artificiale, quindi, si fa inevitabilmente strada verso la considerazione dell’inefficienza del sistema attuale adottato nel settore turistico regionale rispetto alla pura dipendenza dalla bianca coltre nevosa. Ciononostante persiste l’insistenza nel mantenere operante questo schema superato senza interrogarsi sull’essenza vitale: ha realmente senso concentrare le future prospettive economiche delle zone alpine calabresi su un modello turisticamente vincolante alla sola disponibilità della neve?

Oltre lo Sci: Un Patrimonio da Riscoprire
Percorrendo il tragitto dalla Sila al Pollino attraverso l’Aspromonte e le Serre si può osservare uno schema stranamente ricorrente: intermittenti investimenti pubblici accompagnati da infrastrutture sottoutilizzate ed economie locali fragilissime poiché legate a sole brevi fasi stagionali dell’anno. Un sistema turistico vulnerabile tanto alle avversità climatiche quanto alle fluttuazioni del mercato: incapace sia di creare coesione sociale sia di trattenere una gioventù in cerca di impiego solido o persino di costruire filiere durevoli nel tempo. Malgrado ciò, la montagna è molto più delle semplici immagini invernali associate allo sci; rappresenta infatti una risorsa ancora insufficiente esplorata e non adeguatamente valorizzata nella sua interezza. Queste splendide catene montuose della Calabria sono custodi di un patrimonio straordinario: vasti parchi nazionali abbelliti da flora endemica meravigliosa, eleganti borghi storici con vivaci tradizioni agro-pastorali affacciati su sentieri, venerabili foreste dal fascino secolare. Unitamente all’enogastronomia che identifica questo territorio, i panorami rimarcano il carattere attrattivo per viaggiatori sempre alla ricerca di alternative ai circuiti turistici massificati. Coinvolti dall’overtourism tipico delle grandi destinazioni mondiali, costoro possono scoprire qui chanche tangibili di undertourism: ambientazioni autenticamente meno congestionate ma pronte a offrire esperienze significative lontano dai percorsi convenzionali appena battuti.
Un Nuovo Paradigma Turistico: Sostenibilità e Valorizzazione del Territorio
Il panorama turistico degli ultimi anni ha mostrato un aumento sostanziale nella richiesta di forme alternative come il turismo lento, quello esperienziale, insieme a manifestazioni legate alla natura ed espressioni culturali autentiche. Questa tipologia di approccio dà priorità al tempo da trascorrere immersi nelle comunità locali, oltre ad essere attenti ai segnali offerti dal territorio circostante. Attività come escursionismo o trekking, assieme al cicloturismo e al rispetto dell’ambiente naturale attraverso iniziative quali l’osservazione della fauna, i laboratori enogastronomici o residenze artistiche, rappresentano esperienze compatibili con modelli sostenibili: si privilegiano modalità meno intrusive riguardo alle strutture necessarie sul terreno mentre emerge una richiesta crescente per capacità comunicative narranti eventi legati all’esperienza umana vissuta nei luoghi stessi.
Rivisitare i concetti associati al turismo montano implica essenzialmente andare verso una liberazione dalle tradizionali stagionalità dei flussi turistici; è cruciale promuovere uno sviluppo economico in grado di fiorire durante tutto l’anno, permettendo così un reddito distribuito equamente nel tessuto sociale locale senza far leva su pratiche distruttive per l’ambiente naturale stesso, ma piuttosto puntando su relazioni simbiotiche fra turisti ed ecosistema.
Questo comporta quindi scelte a carattere culturale imprescindibilmente legate agli aspetti economici appunto; sotto questo profilo particolare attenzione merita la situazione delle aree montane calabresi, suggerendo persino potenzialità tali da divenire punti focali nazionali per sperimentazioni in ambito climatico: qui, infatti, possiamo affermare senza dubbio alcuno che, sebbene ci possa apparire purtroppo giunta a termine una stagione nevosa, ciò indica semplicemente come aprirsi ad opportunità diverse orientate verso stanziamenti improntati alla salubrità ambientale globale, dando vita invece a epoche innovative interamente basate sulla sostenibilità edilizia sempre più integrata con l’eccellenza dell’esperienza vissuta dai visitatori, fondata su connessioni rinnovate fra uomo ed ambiente circostante.
Verso un Futuro Sostenibile: Una Visione di Lungo Periodo
Il nodo cruciale, oggi, non è di natura tecnica, ma culturale e politica. È imprescindibile riconoscere che i modelli attuali sono superati e non più adatti alle condizioni ambientali, sociali ed economiche odierne, e pertanto è necessario intraprendere una rottura con il passato. Si necessita di un approccio che esiga audacia pubblica e una prospettiva a lungo termine: investire non in soluzioni palliative o infrastrutture invasive, ma in crescita delle competenze, conoscenza diffusa, reti locali, servizi leggeri, mobilità ecologica e strategie promozionali che valorizzino i luoghi senza distorcerne l’essenza. La montagna calabrese non abbisogna di essere “salvata” con interventi estemporanei, bensì deve essere concepita per ciò che ha il potenziale di essere: un ambiente vibrante, vissuto e accogliente, capace di interagire con un turismo consapevole, attento e rispettoso. Parafrasando Messner, l’ambiente montano non va inteso come una vetta da espugnare, ma come uno spazio da onorare e a cui prestare ascolto, poiché il suo valore non si conclude sulla cima, ma si realizza nel rapporto che crea con l’escursionista. Al di là della neve si profila una narrazione alternativa. È compito della Calabria scegliere se dare vita a questa storia.
Un Nuovo Orizzonte: Resilienza e Innovazione nel Turismo Montano
Cari amici della montagna, prendiamoci un momento per esaminare attentamente ciò che abbiamo appena esplorato. La trasformazione del nostro approccio turistico – spostandosi da modelli dominati dalla neve verso alternative più eco-compatibili e variegate – rappresenta non soltanto una risposta urgente all’emergenza climatica ma si configura altresì come un’occasione incredibile per esaltare il patrimonio distintivo dei nostri territori alpini.
Definizione fondamentale: Il concetto di turismo responsabile in ambito montano comporta l’attenuazione degli effetti negativi sull’ambiente naturale, l’apprezzamento delle tradizioni locali e il sostegno economico alle popolazioni che abitano questi luoghi.
Concetto evoluto: Affinché il settore turistico possa affrontare efficacemente i cambiamenti climatici nelle regioni alpine, è imperativo adottare metodologie d’adattamento pionieristiche: queste possono comprendere la varietà nell’offerta turistica disponibile, promuovere iniziative ad impatto ambientale limitato e costruire infrastrutture durevoli che rispondano alle sfide climatiche emergent.
Invito ciascuno di voi a riflettere su come i vostri viaggi possano favorire uno scenario futuro maggiormente armonioso per gli ecosistemi montani. Optate per avventure genuine, incoraggiate lo sviluppo economico locale e assumete consapevolezza circa le conseguenze ecologiche derivanti dalle vostre azioni. Solo attraverso tale approccio sarà possibile tutelare la bellezza e il dono ricco di risorse delle nostre montagne, garantendo così una preziosa eredità per i futuri abitanti di queste terre.
- Finanziamenti del Ministero del Turismo per la valorizzazione delle aree montane calabresi.
- Piano regionale per lo sviluppo di un turismo montano sostenibile in Calabria.
- Pagina con l'elenco dei comuni ammessi al finanziamento per sviluppo montano.
- Bando regionale per lo sviluppo delle montagne calabresi e il turismo sostenibile.







