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- L'Associazione Zeno Colò e il Crest denunciano lo smantellamento dei servizi sanitari nell'ex ospedale Pacini, sottolineando un problema che impatta il diritto alla salute dei cittadini dei 29 comuni serviti.
- La riapertura della Radiologia, promessa per fine marzo, è stata rinviata per la quarta volta, dopo le scadenze mancate di settembre, novembre e fine 2025. Inoltre, è stata sospesa l'attività dell'ambulatorio di neurologia a seguito delle dimissioni del medico titolare.
- Una vasta manifestazione è prevista tra il 26 aprile e il primo maggio, coinvolgendo la popolazione montana e artisti musicali, per rivendicare il diritto alla sanità pubblica.
Sanità Pubblica a Rischio
La situazione nell’ex ospedale Pacini di San Marcello Pistoiese si fa sempre più critica, a venti giorni dall’ultimo aggiornamento. L’Associazione Zeno Colò e il Crest, portavoce delle istanze della comunità montana, denunciano con forza il progressivo smantellamento dei servizi sanitari, un problema che va ben oltre i confini locali e tocca il diritto fondamentale alla salute per tutti i cittadini. L’11 febbraio 2026, le associazioni si sono rivolte con urgenza ai 29 primi cittadini dei comuni serviti dai cinque presidi ospedalieri situati nelle zone meno agevoli della ASL Sud Est, chiedendo con insistenza una chiara presa di posizione e una delibera che sancisca un principio fondamentale: l’uguaglianza dei cittadini toscani di fronte al diritto alla salute. Il riferimento al pastore Martin Niemöller, sopravvissuto ai campi nazisti, sottolinea la gravità della situazione e la necessità di non restare in silenzio di fronte all’erosione dei diritti.
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Promesse Infrante e Servizi Sospesi
Le speranze suscitate dalla Consulta Socio-Sanitaria del 16 febbraio, che aveva annunciato la riapertura della Radiologia entro fine marzo e il completamento dei cantieri della Casa di Comunità tra giugno e agosto, si sono rivelate vane. La radiologia non riaprirà a breve, segnando il quarto rinvio dopo le scadenze mancate di settembre, novembre e fine 2025. A ciò si aggiunge la mancata sostituzione della ginecologa, andata in pensione a metà febbraio, e la sospensione dell’ambulatorio di neurologia a seguito delle dimissioni del medico titolare. La carenza di personale medico e la scarsa attrattività del territorio trasformano le promesse in chimere, lasciando le strutture sanitarie vuote e inattive. La montagna pistoiese si sente abbandonata e privata di un diritto essenziale.

La Montagna si Mobilita: Un Evento Corale per la Sanità Pubblica
Di fronte a questa situazione, le associazioni non intendono restare in silenzio. È prevista per la stagione primaverile una vasta manifestazione che coinvolgerà l’intera popolazione montana, le altre zone interne della Toscana e tutti coloro che ritengono la sanità pubblica un patrimonio comune. L’evento, previsto tra il 26 aprile e il primo maggio, sarà un messaggio corale, un’espressione di solidarietà e di rivendicazione dei propri diritti. Artisti musicali, gruppi, cori e DJ della regione montana pistoiese sono invitati a unirsi all’iniziativa, contattando Carlotta Guerrini entro il 25 marzo 2026. La montagna alza la voce per chiedere di essere ascoltata, per affermare che la salute non è un privilegio, ma un diritto inalienabile.
Un Futuro Incerto: Riflessioni sulla Sanità di Montagna
La vicenda dell’ospedale Pacini di San Marcello Pistoiese solleva interrogativi profondi sul futuro della sanità nelle aree montane e interne del nostro paese. La difficoltà di reperire personale medico, la carenza di investimenti e la tendenza a centralizzare i servizi rischiano diDesertificare interi territori, privando i cittadini di un diritto fondamentale. È necessario ripensare il modello di sanità di montagna, valorizzando le specificità del territorio, incentivando la presenza di medici e specialisti e garantendo un’offerta di servizi adeguata alle esigenze della popolazione. Solo così si potrà evitare che la montagna diventi un luogo di serie B, dove la salute è un lusso per pochi.
Amici lettori, questa storia ci ricorda quanto sia importante non dare mai per scontati i diritti acquisiti. La sanità di montagna è un tema complesso, che richiede un approccio multidisciplinare e una forte volontà politica. Una nozione base di alpinismo ci insegna che la sicurezza in montagna dipende dalla preparazione, dalla conoscenza del territorio e dalla capacità di adattarsi alle condizioni ambientali. Allo stesso modo, la sanità di montagna richiede una pianificazione accurata, una conoscenza approfondita delle esigenze della popolazione e una capacità di adattamento alle specificità del territorio. Una nozione avanzata di alpinismo ci suggerisce che la vera sfida non è solo raggiungere la vetta, ma anche saper tornare indietro in sicurezza. Allo stesso modo, la vera sfida per la sanità di montagna non è solo garantire l’accesso alle cure, ma anche creare un sistema sostenibile nel tempo, che tenga conto delle esigenze delle future generazioni. Riflettiamo insieme su questo tema, perché il futuro della sanità di montagna dipende anche da noi.







