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- Nel 2025, una famiglia di Tocol ha speso circa 450 euro in acqua in bottiglia a causa della mancanza di acqua potabile.
- La famiglia, con bambini di 5 e 7 anni, ha subito disagi a causa della scarsa qualità dell'acqua, che ha causato problemi gastrointestinali.
- La situazione a Tocol evidenzia un problema più ampio di gestione delle risorse idriche nelle comunità montane, con conseguenze economiche, sociali e ambientali.
un anno di spese e disagi
Nel tranquillo borgo montano di Tocol, frazione di San Tomaso Agordino, una famiglia ha compiuto un gesto tanto semplice quanto rivelatore: documentare minuziosamente le spese sostenute per l’acquisto di acqua in bottiglia durante l’anno 2025. Il risultato di questa diligente contabilità domestica ha svelato una realtà paradossale e inaccettabile: un esborso di circa 450 euro, interamente dedicato a sopperire alla mancanza di acqua potabile nelle proprie abitazioni.
La ragione di questa anomala spesa risiede in un problema che affligge da tempo la frazione: i rubinetti rimangono frequentemente a secco a causa di guasti e disservizi, e quando l’acqua finalmente sgorga, la sua qualità lascia a desiderare. “Il sapore sgradevole, la presenza di cloro e i frequenti disturbi gastro-intestinali rendono impossibile berla con serenità,” ha dichiarato Valentina, una residente esasperata da questa situazione. Un’affermazione che sottolinea come un diritto fondamentale come l’accesso all’acqua potabile sia negato a questa comunità montana.
Un paradosso montano: l’acqua come bene di lusso
La vicenda di Tocol solleva un interrogativo cruciale: come è possibile che in un contesto montano, dove l’acqua dovrebbe essere una risorsa abbondante e incontaminata, le famiglie siano costrette a spendere cifre considerevoli per garantirsi l’accesso a un bene primario? La risposta a questa domanda affonda le radici in una serie di problematiche complesse, che vanno dalla vetustà delle infrastrutture idriche alla scarsa attenzione dedicata alla manutenzione e alla gestione delle risorse idriche locali.
La situazione è particolarmente grave se si considera che tra le famiglie colpite da questo disagio vi sono anche nuclei con bambini piccoli, come nel caso della famiglia che ha tenuto il diario della spesa. Per due bambini di 5 e 7 anni, la mancanza di acqua potabile non rappresenta solo un inconveniente, ma un vero e proprio rischio per la salute e il benessere.

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Le conseguenze economiche e sociali di una risorsa negata
Oltre al peso economico diretto, la mancanza di acqua potabile a Tocol comporta una serie di conseguenze indirette che gravano sulla qualità della vita degli abitanti. La necessità di acquistare acqua in bottiglia implica un aumento della produzione di rifiuti plastici, con un impatto negativo sull’ambiente. Inoltre, la preoccupazione costante per la disponibilità e la qualità dell’acqua genera stress e ansia, minando il benessere psicologico della comunità.
La vicenda di Tocol non è un caso isolato, ma un esempio emblematico di un problema che affligge molte comunità montane in Italia e nel mondo. La scarsità di risorse, la difficoltà di accesso ai servizi essenziali e la marginalizzazione politica ed economica sono fattori che contribuiscono a creare situazioni di disagio e disuguaglianza. È necessario un cambio di paradigma, che metta al centro la tutela delle risorse idriche, la valorizzazione dei territori montani e il diritto all’acqua potabile per tutti.
Un futuro senz’acqua? Riflessioni e prospettive per le comunità montane
La situazione di Tocol ci pone di fronte a una domanda cruciale: quale futuro vogliamo per le nostre comunità montane? Un futuro in cui l’acqua, fonte di vita e simbolo di purezza, diventa un bene di lusso accessibile solo a pochi? Oppure un futuro in cui la gestione sostenibile delle risorse idriche, la tutela dell’ambiente e la solidarietà sociale sono i pilastri di uno sviluppo equo e duraturo?
La risposta a questa domanda dipende da noi, dalla nostra capacità di ascoltare le voci delle comunità locali, di investire in infrastrutture adeguate e di promuovere politiche che favoriscano la partecipazione e la responsabilità di tutti. Solo così potremo garantire un futuro in cui l’acqua torni a essere un diritto e non un privilegio, un bene comune da proteggere e condividere.
Amici appassionati di montagna, questa vicenda ci ricorda l’importanza di conoscere a fondo le sfide che affrontano le comunità montane. Una nozione base da tenere a mente è che la gestione delle risorse idriche in montagna è complessa e richiede competenze specifiche. A livello avanzato, è fondamentale comprendere come i cambiamenti climatici stiano impattando sulla disponibilità di acqua e quali strategie di adattamento siano necessarie. Riflettiamo su come le nostre azioni quotidiane possano contribuire a preservare questo bene prezioso per le generazioni future.







