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- La linea ferroviaria Trieste-Venezia via Udine ha subito rallentamenti fino a 50 minuti a causa del maltempo, con Trenitalia che ha comunicato il ritorno alla normalità dalle ore 9 del 26 marzo.
- In Veneto, i vigili del fuoco hanno effettuato 164 interventi, concentrandosi sulla messa in sicurezza di alberi e pali pericolanti, con 40 interventi nella provincia di Belluno e 60 a Venezia.
- La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha prorogato l'allerta gialla per vento forte, con raffiche che hanno raggiunto i 147 km/h sul Monte Rest e accumuli di neve fino a 30 centimetri oltre i 1.700-1.800 metri a Cortina d'Ampezzo.
L’ondata di maltempo che ha colpito il Nordest tra il 25 e il 26 marzo 2026 ha causato disagi significativi e richiesto numerosi interventi da parte dei vigili del fuoco e della Protezione Civile. Le regioni più colpite sono state il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, con ripercussioni su trasporti, infrastrutture e sicurezza pubblica.
Disagi ai Trasporti e Interventi di Soccorso
Il maltempo ha provocato rallentamenti e cancellazioni sulla linea ferroviaria Trieste-Venezia via Udine, con ritardi fino a 50 minuti. Trenitalia ha comunicato il ritorno alla normalità a partire dalle ore 9 del 26 marzo. In Veneto, i vigili del fuoco hanno effettuato *164 interventi, concentrandosi principalmente sulla messa in sicurezza di alberi e pali pericolanti. La distribuzione degli interventi per provincia è stata la seguente: Belluno (40), Padova (13), Rovigo (25), Venezia (60), Treviso (21), Vicenza (16) e Verona (19). Nel Friuli Venezia Giulia, la Protezione Civile ha emesso un avviso a causa delle intense folate di vento, con più di 50 operazioni di soccorso dei vigili del fuoco.
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Smottamenti, Incendi e Danni Materiali
Nel Padovano, un modesto smottamento superficiale si è verificato lungo il versante nord della Rocca di Monselice a causa delle intense piogge. La Protezione Civile e i geologi della Regione Veneto sono intervenuti tempestivamente, monitorando la situazione con l’ausilio di droni. Nella Marca Trevigiana, i pompieri sono stati impegnati in un incendio a Ponte di Piave, causato da un quadro elettrico in una palazzina. A Venezia, il forte vento ha causato danni in piazza San Marco, scaraventando a terra ombrelloni, sedie e tavolini dei locali. In Friuli, a Castelnovo del Friuli, un albero è caduto sui fili elettrici, causando l’interruzione dell’energia elettrica. Complessivamente, sono stati effettuati circa 50 interventi per la messa in sicurezza di piante, tetti scoperchiati e la gestione di allagamenti, concentrati nelle aree di Udine e Pordenone. Nel Bellunese, gli interventi hanno riguardato la rimozione di 20 piante abbattute dal vento e la messa in sicurezza di cinque dissesti statici.

Allerta Vento e Nevicate in Montagna
La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha prorogato l’allerta gialla per vento forte, con raffiche che hanno raggiunto i 147 km/h sul Monte Rest. Sulla costa, le raffiche hanno oscillato tra i 70 e i 100 km/h, mentre in pianura tra i 40 e i 70 km/h. Le montagne del Veneto sono state interessate da nevicate abbondanti, con la coltre bianca che è arrivata a 700-800 metri. Cortina d’Ampezzo ha presentato un paesaggio tipicamente invernale, con un accumulo di neve di 30 centimetri oltre i 1.700-1.800 metri. Nevicate anche sull’Altopiano dei Sette Comuni e sul Monte Grappa. Le temperature hanno subito un forte abbassamento, con valori sotto zero a Cortina d’Ampezzo.
Riflessioni sulla Vulnerabilità del Territorio Montano
Le condizioni meteorologiche avverse hanno messo in evidenza la vulnerabilità del territorio montano e la necessità di una gestione attenta e coordinata delle emergenze. La Protezione Civile ha dichiarato la fase di “Attenzione” per vento forte sulle zone montane e pedemontane fino alla mezzanotte del 27 marzo, con la possibilità di riconfigurare tale fase in “Pre-allarme” o “Allarme” in base all’intensità del fenomeno. Il Centro Valanghe di Arabba ha divulgato una stima sperimentale sulle precipitazioni nevose, indicando che la neve si è posizionata a un’altitudine compresa tra i 700 e i 1.000 metri su varie zone montane.
Conclusione: Resilienza e Prevenzione in Montagna
La montagna, un ambiente tanto affascinante quanto imprevedibile, ci ricorda costantemente la nostra dipendenza dalla natura e la necessità di convivere con i suoi ritmi. Eventi come questo ci spingono a riflettere sull’importanza della prevenzione e della pianificazione per mitigare i rischi e proteggere le comunità montane.
Una nozione base di alpinismo ci insegna che la preparazione è fondamentale: conoscere le previsioni meteo, avere l’equipaggiamento adeguato e valutare attentamente le condizioni del terreno sono passi imprescindibili per affrontare la montagna in sicurezza.
A un livello più avanzato, la lettura del territorio* diventa un’arte: saper interpretare i segnali della natura, riconoscere i pericoli nascosti e adattare il proprio percorso alle condizioni ambientali sono competenze che si acquisiscono con l’esperienza e la conoscenza approfondita dell’ambiente montano.
Questi eventi meteorologici estremi ci invitano a una riflessione più ampia sul nostro rapporto con la montagna: siamo pronti ad accettare la sua forza e a rispettare i suoi limiti? La risposta a questa domanda determinerà la nostra capacità di vivere in armonia con questo ambiente straordinario e di proteggerlo per le generazioni future.







