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- La Legge 131/2025 incrementa i Comuni montani a livello nazionale da 2.844 a 3.715, con un aumento di 871 nuove entità.
- Il Veneto beneficia di un aumento di 14 Comuni montani, raggiungendo un totale di 133, consolidando il ruolo del Bellunese come area alpina chiave.
- La legge prevede punteggi doppi nelle graduatorie per i professionisti sanitari che scelgono di lavorare in montagna, incentivando il reclutamento in aree dove la carenza è una problematica ricorrente.
Oggi, 23 febbraio 2026, alle ore 05:14, si delinea un nuovo orizzonte per le aree montane italiane, in particolare per il Bellunese, grazie all’implementazione della Legge 131/2025. Questa normativa, analizzata nel dettaglio da Giampaolo Boscariol per Uncem, promette di ridisegnare la geografia amministrativa e di introdurre misure concrete a sostegno delle comunità alpine.
Ridisegnata la mappa dei Comuni montani: il Bellunese protagonista
La nuova legge apporta una significativa modifica alla classificazione dei Comuni montani. A livello nazionale, si passa da 2.844 a 3.715, con un incremento di 871 nuove entità. Il Veneto beneficia di questo ampliamento, guadagnando 14 Comuni montani, per un totale di 133. Per il Bellunese, questa riforma rappresenta una conferma della sua identità alpina, consolidando il profilo montano dei Comuni dolomitici e garantendo che l’intera provincia rimanga saldamente ancorata al cuore della montagna italiana. Questo riconoscimento è fondamentale per accedere a finanziamenti e agevolazioni specificamente destinati alle aree montane.
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Sanità e istruzione: incentivi per attrarre professionisti e garantire servizi
Uno dei punti cardine della legge riguarda il rafforzamento dei servizi sanitari e scolastici nelle aree montane. Per quanto concerne la sanità, si prevede l’attribuzione di punteggi doppi nelle graduatorie per i professionisti che scelgono di lavorare in strutture sanitarie di montagna, unitamente a crediti d’imposta per l’alloggio e riconoscimenti economici per il personale dipendente. L’obiettivo è rendere la montagna un luogo professionalmente appetibile, superando la percezione di sacrificio temporaneo. Nel Bellunese, dove la carenza di medici e personale sanitario è una problematica ricorrente, queste misure potrebbero avere un impatto significativo.
In ambito educativo, la normativa trasforma tutti i plessi scolastici situati nei Comuni montani in veri e propri “presidi di montagna”, dotandoli di regolamenti speciali che permettono di mantenere attive le classi anche con un esiguo numero di allievi. Questa disposizione è vitale per i piccoli comuni, dove la chiusura di una scuola può avere conseguenze devastanti. Anche i docenti vengono incentivati, con punteggi aggiuntivi nelle graduatorie provinciali e crediti d’imposta per l’alloggio.

Sostegno alle imprese, al lavoro e ai giovani: un’inversione di tendenza per il Bellunese
Il Bellunese, come molte altre aree montane, è afflitto da un calo demografico che ha compromesso il tessuto economico. La legge interviene con una serie di incentivi volti a invertire questa tendenza. Le piccole e microimprese guidate da giovani under 41 potranno beneficiare di crediti fiscali dedicati, mentre le aziende che assumono giovani lavoratori a tempo indeterminato che scelgono di vivere e lavorare stabilmente in Comuni sotto i 5.000 abitanti potranno usufruire di uno sgravio contributivo. Viene inoltre introdotta la possibilità di accedere a incentivi fiscali per l’acquisizione o il restauro di immobili residenziali in montagna, con l’intento di promuovere nuovi insediamenti duraturi. Queste misure mirano a creare un circolo virtuoso, rivitalizzando l’economia locale e contrastando lo spopolamento.
Autonomia nella gestione del territorio e riduzione dei costi energetici
La legge riconosce l’importanza della manutenzione del territorio montano, offrendo ai Comuni la possibilità di affidare direttamente lavori di manutenzione a rifugi, imprese agricole locali, consorzi forestali e associazioni fondiarie. Questo approccio valorizza le professionalità locali e semplifica le procedure burocratiche. Inoltre, un tavolo tecnico definirà riduzioni delle tariffe di energia elettrica, acqua, gas e GPL per i Comuni sotto i 5.000 abitanti soggetti a calo demografico e non raggiunti dal metano, alleviando il peso dei costi energetici sulle famiglie.
Un futuro di opportunità per la montagna: riflessioni conclusive
La Legge 131/2025 rappresenta un passo avanti significativo per il futuro delle comunità alpine. Sebbene non possa risolvere da sola le problematiche strutturali della montagna, offre strumenti concreti per attrarre professionisti, sostenere le imprese, incentivare il lavoro giovanile e migliorare la qualità della vita.
Verso un Rinascimento Alpino: la montagna al centro del futuro
La montagna, spesso percepita come un territorio marginale, si rivela invece un laboratorio di innovazione e resilienza. La Legge 131/2025 non è solo un insieme di norme, ma un invito a ripensare il rapporto tra uomo e ambiente, a valorizzare le risorse locali e a costruire un futuro sostenibile per le comunità alpine.
Immagina di trovarti di fronte a un paesaggio montano incontaminato, dove l’aria è frizzante e il silenzio è interrotto solo dal suono del vento tra le cime. Questo scenario idilliaco, purtroppo, è spesso minacciato dallo spopolamento, dalla mancanza di servizi e dalle difficoltà economiche. La Legge 131/2025 rappresenta un tentativo di invertire questa tendenza, offrendo nuove opportunità e strumenti per contrastare le sfide che affliggono le aree montane.
*Una nozione base di notizie e approfondimenti su montagna e alpinismo è che la gestione del territorio montano richiede un approccio integrato, che tenga conto delle specificità ambientali, sociali ed economiche di questi territori. La Legge 131/2025, in questo senso, rappresenta un passo avanti, in quanto riconosce l’importanza di valorizzare le risorse locali, di sostenere le attività tradizionali e di promuovere un turismo sostenibile.
Una nozione avanzata di notizie e approfondimenti su montagna e alpinismo è che la montagna non è solo un luogo fisico, ma anche un simbolo di resilienza, di adattamento e di rispetto per l’ambiente. Le comunità alpine, nel corso dei secoli, hanno sviluppato un profondo legame con il territorio, imparando a convivere con le sue difficoltà e a sfruttarne le risorse in modo sostenibile. La Legge 131/2025, in questo senso, rappresenta un’opportunità per rafforzare questo legame e per costruire un futuro in cui la montagna sia al centro di un nuovo modello di sviluppo.
Rifletti* su come le politiche pubbliche possono influenzare la vita delle comunità montane e su come ognuno di noi può contribuire a preservare la bellezza e la ricchezza di questi territori. La montagna non è solo un luogo da visitare, ma un patrimonio da proteggere e valorizzare per le generazioni future.
- Documento Uncem di Giampaolo Boscariol sugli effetti pratici della legge 131/2025.
- Analisi Uncem sulla nuova classificazione dei Comuni montani dopo la legge.
- Testo integrale della Legge 131/2025, fonte primaria per approfondire gli incentivi previsti.
- Testo completo della Legge 131/2025, fondamentale per comprendere le disposizioni normative.







