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- La Regione Piemonte investe oltre 10 milioni di euro nelle Unioni Montane per contrastare lo spopolamento e sostenere il benessere familiare.
- Il progetto triennale (a partire dal 13 gennaio 2026) si concentra sul potenziamento della connettività, con interventi per ampliare l'accesso alla banda ultra larga nei rifugi alpini e in altri edifici pubblici.
- Verranno supportati approcci innovativi come i Poli per l'infanzia e migliorate le infrastrutture scolastiche, coprendo la fascia d'età da zero a quattordici anni.
Una Strategia Triennale
In un contesto contrassegnato da spopolamenti crescenti e da una popolazione anziana nelle zone montane, si è recentemente mossa la Regione Piemonte con una proposta notevole atta a rinvigorire tali terre alpine. Con oltre 10 milioni di euro investiti direttamente nelle Unioni Montane, l’intento è palese: potenziare i servizi fondamentali, supportare il benessere familiare ed accrescere l’attrattività delle montagne piemontesi rendendole più abitabili. Questo intervento è stato svelato il 13 gennaio 2026 ed entra a far parte del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane concentrandosi sull’anno 2024.
Tale iniziativa prende atto delle complicate problematiche che affliggono gli habitat montani, come ad esempio difficoltà nell’accessibilità ai servizi fondamentali ed il fenomeno dello spopolamento. Inoltre, mira ad approfittare dei vantaggi già presenti sul campo, quali: turismo attrattivo, agricoltura sostenibile d’eccellenza ed efficienti pratiche locali riguardo alla valorizzazione dei beni territoriali. Così facendo, la Regione Piemonte ha scelto di offrire alle Unioni Montane fondi sostanziali pianificabili su periodi triennali, permettendo così agli enti comunali di individuare autonomamente quali siano gli ambiti prioritari in funzione della loro peculiarità territoriale.
Criteri Fondamentali per l’Azione Strategica:
Tutela della comunità infantile, potenziamento delle infrastrutture comunicative e riscoperta delle peculiarità locali rappresentano i punti cruciali da affrontare.
Il progetto si configura attraverso tre direttrici principali. Per prima cosa c’è il focus sul potenziamento della connettività insieme alla valorizzazione territoriale; ci saranno interventi specifici volti ad ampliare l’accesso alla banda ultra larga in edifici pubblici così come in rifugi alpini ed altre strutture escursionistiche. Ulteriormente sarà promosso lo sviluppo di itinerari turistici modernizzati che abbracciano attività all’aperto, strategie di destagionalizzazione nonché una riscoperta delle professioni locali insieme ai loro prodotti artigianali.
In secondo luogo troviamo una priorità indirizzata ai servizi rivolti all’infanzia e al sistema scolastico, coprendo dalla fascia d’età da zero a sei anni fino a quattordici anni. Lo scopo consiste nel garantire non solo la preservazione ma anche un rafforzamento degli istituti scolastici insieme ai servizi educativi nelle piccole comunità montane; verranno appoggiati approcci innovativi quali i Poli per l’infanzia mentre si miglioreranno infrastrutture cruciali quali quelle relative alle ore pre-scuola e post-scuola oltre che alla mensa e al trasporto.
Per terminare, la terza area di interesse concerne la necessaria manutenzione straordinaria nonché adeguamenti relativi alla segnaletica inerente i sentieri dell’escursionismo regionale; tale rete rappresenta una risorsa essenziale sia per assicurare una fruizione ecocompatibile dell’ambiente montano sia nella promozione di forme turistiche sempre più distese temporalmente rispetto alle stagioni tradizionali.
In tali contesti, le Unioni montane avranno la facoltà di gestire in modo autonomo il bando assegnato, attenendosi ai parametri già in uso per l’allocazione del fondo regionale dedicato alla montagna. Inoltre, la Regione ha preso l’iniziativa di rendere le procedure quanto più semplici possibile; è previsto che vengano formulate delle proposte progettuali concise, accompagnate da un supporto continuo agli enti interessati fino al termine stabilito del bando, previsto a metà marzo.
- 🎉 Ottima iniziativa! Finalmente si pensa alle montagne......
- 🤔 Mi chiedo se 10 milioni basteranno a risolvere......
- 🏔️ Interessante la visione a lungo termine, ma non dimentichiamo......
Semplificazione delle Procedure e Supporto Continuo: Un Approccio Innovativo
Al centro dell’iniziativa vi è un elemento fondamentale: la semplificazione delle procedure burocratiche, attraverso cui la Regione Piemonte ha operato una significativa riduzione degli oneri amministrativi. Tale strategia è volta a fornire supporto costante agli enti locali al fine non solo di razionalizzare il processo ma anche per far sì che le risorse allocate si concretizzino in azioni tangibili sul terreno. Si mira dunque ad affrontare quelle problematiche frequentemente incontrate nella realizzazione dei progetti nelle zone montane; ciò assicura una distribuzione efficace dei fondi ai legittimi beneficiari creando così risultati visibili.
Marco Gallo, assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, ha rimarcato come tale intervento segni un’importante evoluzione nelle politiche dedicate alla montagna. Ha riconosciuto inoltre il valore delle Unioni Montane nel captare le esigenze autentiche dei loro territori e nel tradurle in iniziative operative. Anche Roberto Colombero, presidente dell’Uncem Piemonte, ha messo in luce quanto sia fondamentale connettere questo nuovo strumento alle attività già esistenti, ribadendo così l’urgenza della creazione di un impegno condiviso tra Regione e Unioni Montane.

Verso un Futuro Sostenibile per le Montagne Piemontesi: Una Riflessione
La decisione assunta dalla Regione Piemonte rivela un interesse sostanziale verso le regioni montane, che frequentemente vengono ignorate o lasciate ai margini della cronaca. Tuttavia, è imprescindibile associare questo investimento a una speranza strategica nel lungo periodo, capace di affrontare problematiche globali come il riscaldamento climatico ed enfatizzare l’importanza del turismo ecosostenibile. Un futuro rigoglioso e adattabile per i paesaggi montuosi piemontesi si realizzerà solo tramite metodi integrati ed inclusivi.
A tutti gli dilettanti della vita in alta quota, questa comunicazione serve da monito riguardo all’importanza cruciale delle popolazioni locali nel governare ed esaltare i luoghi alpini. Per chi pratica alpinismo, comprendere lo spazio circostante è fondamentale: senza cognizioni solide sulle interrelazioni ecologiche e sociali esistenti, ogni iniziativa potrebbe risultare non solo inefficace ma anche dannosa.
Chi volesse esplorare ulteriormente può ponderare su concetti avanzati legati alla pianificazione territoriale: in che modo possiamo conciliare gli obiettivi economici con la protezione ambientale mentre ci sforziamo di far crescere pratiche turistiche consapevoli?
Affrontare questa questione implica l’utilizzo di abilità provenienti da diverse discipline e la capacità di osservare il contesto montano in modo integrato.
Insieme possiamo riflettere: quali misure tangibili possiamo adottare, sia individualmente che collettivamente, per preservare le nostre montagne e assicurare un avvenire ecocompatibile alle future generazioni?







