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Yerupajá: La prima traversata che riscrive la storia dell’alpinismo andino

Scopri come un team spagnolo ha superato l'impossibile, aprendo una nuova via sulla parete est dello Yerupajá e affrontando sfide estreme in stile alpino.
  • Tra il 4 e il 9 agosto 2025, il team ha aperto una nuova via di 3000 metri sulla parete est dello Yerupajá, battezzandola «L'essència del compromís».
  • Lo Yerupajá, soprannominato «Il Macellaio» delle Ande, raggiunge un'altezza di 6634 metri ed è la seconda cima più alta del Perù.
  • La nuova via, valutata 6c+, M6+ e 95°, ha richiesto agli alpinisti di superare una cresta est particolarmente insidiosa, caratterizzata da funghi instabili e strapiombanti.

Il mondo dell’alpinismo è stato testimone di un’impresa audace e significativa sulle vette andine. Un team di alpinisti spagnoli, composto da Marc Toralles, Bru Busom e Ruben Sanmartin, ha compiuto la prima traversata documentata dello Yerupajá, una montagna iconica e temuta situata nella Cordillera Huayhuash, in Perù. Questa ascensione, realizzata in stile alpino, rappresenta una pietra miliare nell’esplorazione e nella conquista delle cime più impegnative del Sud America.

L’Ascensione: “L’essència del compromís”

Tra il 4 e il 9 agosto 2025, Toralles, Busom e Sanmartin hanno aperto una nuova via sulla parete est dello Yerupajá, battezzandola “L’essència del compromís” (L’essenza del compromesso). Questa via di 3000 metri, valutata 6c+, M6+ e 95°, ha richiesto agli alpinisti di affrontare una parete di calcare ripida e insidiosa, soggetta a crolli di roccia e ghiaccio. La sfida più grande è stata rappresentata dalla cresta est, un’esile lama di ghiaccio e neve con funghi instabili e strapiombanti.

Gli alpinisti si sono trovati in una situazione di non ritorno, poiché la cresta non offriva vie di fuga sicure. La loro unica opzione era quella di raggiungere la vetta e discendere lungo il versante opposto. Hanno impiegato quattro giorni per completare l’ascensione, lottando contro la scarsa visibilità e le condizioni meteorologiche avverse. La discesa lungo la cresta sud si è rivelata altrettanto impegnativa, con calate in corda doppia su un terreno complesso e insidioso.

Cosa ne pensi?
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Lo Yerupajá: “Il Macellaio” delle Ande

Lo Yerupajá, con i suoi 6634 metri, è la seconda cima più alta del Perù e la vetta più elevata della Cordillera Huayhuash. Conosciuto come “Il Macellaio” per le sue creste taglienti e l’estrema arduità, questo monte vanta una storia relativamente limitata di conquiste. La sua prima ascensione risale al 1950, quando David Harrah e James Maxwell dell’Harvard Andean Expedition raggiunsero la vetta.

La cresta est, in particolare, è considerata una delle sfide più ardue dell’alpinismo andino. La via aperta da Toralles, Busom e Sanmartin rappresenta un’impresa di grande valore, non solo per la sua difficoltà tecnica, ma anche per il coraggio e la determinazione dimostrati dagli alpinisti.

Un’Ascensione di “Compromesso”

Il nome scelto per la via, “L’essència del compromís”, riflette la natura rischiosa e impegnativa dell’ascensione. Gli alpinisti si sono trovati di fronte a una situazione in cui il successo dipendeva dalla loro capacità di superare le difficoltà e di lavorare in squadra. Come ha sottolineato Bru Busom, l’esperienza è stata caratterizzata da “amicizia pura, lavoro di squadra, impegno e incertezza massima”.

L’ascensione dello Yerupajá rappresenta un esempio di alpinismo moderno, in cui la ricerca della sfida e dell’esplorazione si combinano con un profondo rispetto per la montagna e per i propri limiti. Toralles, Busom e Sanmartin hanno dimostrato che, con la preparazione adeguata, la determinazione e il lavoro di squadra, è possibile superare anche le sfide più ardue.

Oltre la Vetta: Riflessioni sull’Alpinismo Moderno

L’impresa di Toralles, Busom e Sanmartin sullo Yerupajá ci offre uno spunto di riflessione sull’alpinismo moderno e sul significato della sfida in montagna.

L’alpinismo non è solo una questione di conquista, ma anche di scoperta e di crescita personale. Ogni ascensione è un viaggio interiore, un’opportunità per superare i propri limiti e per confrontarsi con la natura selvaggia e incontaminata.

*Una nozione base dell’alpinismo è che la preparazione fisica e tecnica sono fondamentali per affrontare le sfide della montagna. Tuttavia, l’esperienza e la capacità di adattamento alle condizioni ambientali sono altrettanto importanti.
Una nozione avanzata* è che l’alpinismo è un’attività intrinsecamente rischiosa, e che la sicurezza deve essere sempre al primo posto. La conoscenza del terreno, la valutazione dei pericoli e la capacità di prendere decisioni rapide e informate sono essenziali per ridurre al minimo i rischi.

L’ascensione dello Yerupajá ci ricorda che l’alpinismo è un’attività che richiede coraggio, determinazione e rispetto per la montagna. È un’attività che può portare a grandi soddisfazioni, ma che richiede anche una grande responsabilità.

E allora, cosa ne pensi? Ti senti ispirato da questa impresa? Hai mai provato l’emozione di scalare una montagna? Forse è il momento di iniziare a pianificare la tua prossima avventura!


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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