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- Dal 2015, diverse cordate hanno aperto nuove vie sulle Tre Cime di Lavaredo, dimostrando che c'è ancora spazio per creatività e innovazione nonostante la ricca storia alpinistica.
- Nel luglio 2025, tre istruttori del 6° reggimento Alpini hanno aperto la «Via Diretta» sulla Cima Grande, un itinerario di otto tiri di corda con difficoltà fino al VI grado.
- L'aumento dei visitatori dopo il riconoscimento UNESCO ha portato a una serie di problemi, tra cui la difficoltà di gestire i rifugi e l'aumento della pressione sull'ambiente, come testimoniato da Hugo Reider, gestore del Rifugio Locatelli-Innerkofler.
La straordinaria maestosità di queste formazioni geologiche, insieme alla loro verticalità imponente e all’affascinante storia legata all’alpinismo, le trasforma in un obiettivo prediletto per quanti sono in cerca di sfide avvincenti. Recentemente, il numero delle nuove vie d’arrampicata aperte è aumentato considerevolmente; tale sviluppo ha provocato un acceso confronto: come armonizzare il fervore per l’esplorazione verticale con l’indispensabile esigenza di tutelare questo luogo dichiarato patrimonio mondiale dall’UNESCO? Questa interrogativo riveste una particolarissima importanza nella contemporaneità, quando gli ecosistemi montani sono messi sotto stress dalla crescente pressione turistica e dalle varie attività umane.
L’apertura di nuovi itinerari non è meramente considerabile come atto sportivo; rappresenta piuttosto una manifestazione genuina dello spirito alpinistico stesso. Essa esprime invero un costante desiderio umano non solo d’intaccare limiti preesistenti ma anche d’accogliere prospettive innovative. Al cuore dell’alpinismo risiede infatti quest’anelito a confrontarsi con paure intime e a immergersi nella natura primordiale da cui scaturiscono scoperte interiori significative. Creare percorsi mai battuti prima implica inevitabilmente uno sforzo arduo che richiede una conoscenza approfondita della montagna stessa, un’elevata preparazione tecnica, oltre a quella scintilla creativa che alimenta ogni avventura audace. Gli alpinisti che si cimentano in questa impresa diventano parte della storia della montagna, lasciando un segno indelebile sulle sue pareti.
Negli ultimi anni, diverse cordate hanno compiuto notevoli imprese sulle Tre Cime di Lavaredo. Nel 2015, Manuel Baumgartner individuò un diedro sulla parete nord-ovest della Cima Ovest, dando il via a un progetto che si concretizzò nel giugno successivo con l’apertura, in cordata con Alexander Huber, della via “Schatten der Großen”. Questo itinerario, protetto con chiodi tradizionali e con passaggi in artificiale (A0), incrocia nella parte alta sia la via Harrer-Wallenfels (V, aperta nel 1934), sia la via Dülfer (IV+, aperta nel 1912). Nel luglio 2025, tre istruttori di alpinismo del 6° reggimento Alpini (battaglione “Bassano”), il luogotenente Ewald Beikircher, il caporale maggiore scelto Matteo Lovat e il caporale maggiore scelto Simone Pomarè Montin, hanno aperto sulla Cima Grande la “Via Diretta”, un itinerario di otto tiri di corda con difficoltà fino al VI grado, attrezzato con chiodi alpinistici e spit fix da 10 mm per le soste. Manuel Baumgartner, in cordata con Mark Oberlechner, ha aperto sulla parete nord della Cima Piccola la via “Nostalgie”, una linea di otto tiri con difficoltà fino all’VIII, che si sviluppa tra lo Spigolo Comici-Mazzorana e la via Fehrmann. Queste nuove vie dimostrano che, nonostante la ricca storia alpinistica delle Tre Cime, c’è ancora spazio per la creatività e l’innovazione. L’alpinismo, come ha sottolineato Nicola Tondini, può essere un’ “avventura dietro casa”, una scoperta continua anche in luoghi che si credono di conoscere a fondo. Queste nuove vie sono state rese possibili da temperature miti e condizioni favorevoli, e ci si aspetta che in futuro, con le temperature miti causate dal riscaldamento globale, le pareti delle Tre Cime saranno oggetto di nuove vie e scalate.

La sfida della conservazione e l’impatto del turismo
Contemporaneamente all’indagine sulla verticalità delle montagne, emerge prepotentemente la problematica relativa alla salvaguardia dell’ambiente. Pur essendo riconosciute come un monumento naturale straordinario, le Tre Cime di Lavaredo rappresentano anche un delicato ecosistema in pericolo a causa degli effetti distruttivi legati all’overtourism. L’escalation del numero dei visitatori – tra cui molti alpinisti – porta con sé vari dilemmi: si pensi alla necessità di gestire i rifiuti prodotti o a quella di proteggere la flora e fauna endogene; senza contare gli sforzi richiesti per mantenere intatta la qualità visiva del paesaggio ed evitare danni provocati dall’erosione del terreno.
Nel contesto dolomitico, il fenomeno dell’overtourism diventa ancor più pressante poiché il turismo massificato ha generato non solo un incremento nel traffico veicolare, ma anche elevati livelli di inquinamento, oltre che una pesante morsa sulle risorse naturali disponibili. Questo iconico luogo montano è quindi oggetto particolareggiato delle conseguenze associate al suo crescente afflusso turistico, dovuto soprattutto alla sua notorietà e accessibilità improntate sulla facilità d’accesso. Durante i picchi stagionali più elevati, capita spesso che il sito sia invaso da una folla indistinta che frequentemente non riesce a comprendere l’importanza di un rispetto cruciale nei confronti dell’ambiente stesso, né tanto meno ad adottare prassi sostenibili. Questo ha un impatto negativo non solo sull’ecosistema, ma anche sulla qualità dell’esperienza per i visitatori, che si trovano a dover condividere uno spazio limitato con un numero eccessivo di persone.
Le preoccupazioni per la conservazione dell’ambiente sono state espresse con forza da diverse associazioni ambientaliste, che hanno denunciato l’overtourism e il traffico eccessivo, sottolineando come “prima si vive, poi si soffoca e poi, nel tempo, purtroppo si muore”. Le associazioni ambientaliste chiedono un cambiamento di paradigma, un passaggio da un turismo di massa a un turismo sostenibile, che valorizzi la qualità dell’esperienza e il rispetto per l’ambiente. Questo implica una serie di azioni, tra cui la limitazione degli accessi, il potenziamento del trasporto pubblico, la promozione di comportamenti responsabili e l’investimento in infrastrutture sostenibili.
Hugo Reider, che ha gestito il Rifugio Locatelli-Innerkofler per molti anni, ha testimoniato in prima persona l’aumento esponenziale dei visitatori dopo il riconoscimento UNESCO, sottolineando come questo abbia portato a una serie di problemi, tra cui la difficoltà di gestire il rifugio, la diminuzione della qualità dell’esperienza per i visitatori e l’aumento della pressione sull’ambiente. Secondo Reider, la questione della disponibilità di personale nei rifugi si è complicata notevolmente negli ultimi anni. Infatti, le difficoltà lavorative, unite a un certo atteggiamento irrispettoso di taluni visitatori, hanno reso il reclutamento particolarmente impegnativo.
La ricerca di un equilibrio tra esplorazione e conservazione
Il dibattito relativo alle recenti aperture alpinistiche trova collocazione in un quadro complessivo ben più articolato: qui convivono differenti esigenze ed alternative visioni prospettiche sul domani. Da una parte vi è il fervore degli alpinisti che reclamano il proprio diritto ad esplorare le montagne con intensa partecipazione; così facendo possono manifestare il loro amore verso questa pratica sportiva ed imprimere una traccia duratura nell’evoluzione storica dell’alpinismo. D’altra parte intervengono coloro che hanno a cuore la salvaguardia ambientale: essi pongono in evidenza come sia fondamentale proteggere gli ecosistemi naturali affinché possano permanere integri a lungo termine, oltre a garantirne la sostenibilità turistica.
In tale contesto si configura una vera prova d’ingegno volta ad armonizzare queste istanze contrastanti; è fondamentale trovare uno snodo equilibrato fra avventura verticale ed ecologia ambientale. Per raggiungere questo obiettivo risulta indispensabile promuovere conversazioni franche ed edificanti tra tutte le parti coinvolte nella faccenda; sussiste quindi un’esigenza condivisa anche in termini etici riguardo alla responsabilizzazione collettiva degli individui coinvolti nei processi decisionali futuri. È imperativo delineare norme operative chiare per quanto concerne le nuove aperture alpinistiche tenendo presente tanto la fragilità dell’ecosistema quanto il dovere morale verso lo splendore senza tempo delle Tre Cime di Lavaredo destinato alle generazioni future. Le normative suggerite dovrebbero prevedere un’accurata analisi anticipata riguardo all’impatto ecologico derivante dalle nuove strade alpine; è necessaria quindi una restrizione sulle aperture recenti, oltre alla scelta oculata degli itinerari da intraprendere per evitare interazioni con aree aventi un senso estetico sopraffino dal punto di vista naturale. L’impiego di risorse progettuali ecocompatibili è altresì cruciale insieme all’incoraggiamento verso pratiche più responsabili tra gli appassionati d’alpinismo. Inoltre è indispensabile dedicarsi ad attività educative volte alla sensibilizzazione sulla rilevanza del rispetto per il nostro ambiente tramite attitudini ecosostenibili.
Citando Simon Gietl: “La traversata autunnale in solitaria delle Tre Cime”, egli evidenzia come questa disciplina sportiva sia anche sinonimo di evoluzione interiore e apprendimento profondo circa se stessi. Fondamentalmente, praticare alpinismo esige non solo accortezza nel conoscere ogni sfumatura montana ma anche dedizione nell’ammirare gli equilibri naturali accompagnandosi sempre con la piena coscienza dei confini personali. Solo coloro i quali abbracciano questa filosofia riescono a cogliere momenti indelebili senza mettere a repentaglio il fragile ecosistema circostante.
Tre Cime di Lavaredo: un futuro sostenibile
Le Tre Cime di Lavaredo sono all’incrocio tra due destini divergenti. Da una parte emerge l’ombra minacciosa del turismo massivo, potenzialmente devastante per l’ecosistema circostante e per l’identità culturale locale. Dall’altra si palesa una via alternativa, rappresentata da pratiche turistiche responsabili in grado non solo di celebrare le meraviglie naturali ma anche il patrimonio culturale delle montagne. Il futuro è indissolubilmente legato alla capacità collettiva degli attori sociali – inclusi istituzioni pubbliche, gruppi ambientalisti, operatori turistici ed escursionisti – nel costruire sinergie efficaci basate su obiettivi comuni.
Per raggiungere questo traguardo sostenibile nel contesto delle Tre Cime è imprescindibile l’attuazione immediata e concreta della cooperazione tra i vari soggetti: dal rafforzamento delle infrastrutture ecosostenibili, alla promozione diretta del turismo consapevole, fino a iniziative educative rivolte ai visitatori sul rispetto ambientale. Solo attraverso queste misure sarà possibile preservare le Tre Cime come fonte d’ispirazione e avventura per le generazioni future senza pregiudicarne il valore incommensurabile. Fondamenti sulla sfera informativa relativa alla montagna e all’alpinismo: L’alpinismo costituisce un’attività condotta in contesti naturali tanto delicati quanto intricati; essa richiede pertanto una solida comprensione dell’ambiente montano, oltre a grande rispetto verso l’ecosistema stesso ed è necessaria anche una vivace coscienza delle proprie limitazioni.
Approfondimento specialistico sulle questioni legate a montagne ed escursionismo alpino: Un’efficace gestione delle regioni alpine presuppone necessariamente strategie integrate che armonizzino elementi ambientali, economici/sociali, attraverso il coinvolgimento diretto degli attori interessati dalla vita nelle alture.
Confido che questo elaborato ti abbia fornito non solo informazioni dettagliate ma anche spunti utili circa le nuove opportunità di arrampicata presso le Tre Cime di Lavaredo affrontando con attenzione il tema cruciale della salvaguardia del luogo stesso. Ti incoraggio a meditare su come ogni nostra azione possa influenzare l’ambiente circostante; puntiamo quindi ad abbracciare modalità operative più responsabili nella quotidianità. Non dimenticare mai l’importanza della montagna: essa è un bene prezioso da tutelare per i posteri.
- Informazioni ufficiali UNESCO sul riconoscimento delle Tre Cime.
- Dettagli della via "Schatten der Großen" sulla Cima Ovest, aperta da Baumgartner e Huber.
- Pagina Wikipedia sul 6º Reggimento alpini, approfondimento sul reparto militare coinvolto.
- Aggiornamenti sul Rifugio Locatelli e interventi per soccorso e ambiente.