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- L'archivio sonoro "Sulle vie dei canti" dell'Ecomuseo della Montagna Pistoiese rende accessibili online oltre 1000 documenti sonori, accuratamente catalogati.
- Tra i contributi spiccano le registrazioni di Francesco Guccini in memoria della nonna Amabilia Nativi, che narrano storie d'amore, avventure infantili e drammatiche storie d'ombra.
- Dal 2021, i materiali sono stati ristrutturati, le registrazioni ripulite ed equalizzate, e ogni brano ha ricevuto una codifica ISRC per facilitarne la rintracciabilità.
L’Archivio Sonoro dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese: Un Tesoro di Canti Popolari Rivive Online
L’Ecomuseo della Montagna Pistoiese apre le porte del suo prezioso Archivio Sonoro, una collezione di canti popolari registrati tra la metà degli anni Cinquanta del Novecento e i primi anni del XXI secolo. Questo scrigno di memorie sonore, denominato “Sulle vie dei canti”, è ora accessibile online, offrendo un’immersione affascinante nella storia e nella cultura della montagna pistoiese.
Un Viaggio Sonoro nel Tempo
L’archivio detiene una vasta raccolta di oltre mille documenti sonori, accuratamente sistemati e catalogati per essere accessibili online. I materiali fisici sono custoditi all’interno della sede dell’Ecomuseo, assicurando così la salvaguardia di questo tesoro immateriale. All’interno della collezione si trovano registrazioni effettuate da Florio Franceschi, incaricato dall’Ecomuseo, insieme ai contributi offerti da altri studiosi; in particolare si segnala il celebre artista Francesco Guccini, autore delle registrazioni donate in memoria della sua amata nonna Amabilia Nativi.

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- Digitalizzare la memoria è importante, ma non basta... 🤔......
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La Voce di Amabilia Nativi e Altri Tesori
Visualizzate Francesco Guccini mentre si cimenta negli anni ’70 nella raccolta delle voci della nonna Amabilia Nativi. Attraverso una sapiente esecuzione emergono quartine intriganti e vibranti stornelli che raccontano non solo amori innocenti o le avventure infantili, ma anche drammatiche storie d’ombra legate alla malvagità umana e ad atti crudeli. Il timbro familiare della voce materna di Amabilia offre conforto ed è portatrice di una ricchezza culturale straordinaria che si tramanda nei secoli. Accanto agli immancabili archivi sonori concepiti da Guccini vi sono anche preziosi documenti significativi: tra questi figurano le tracce audio realizzate da Alan Lomax nel lontano 1954 a Treppio; trentuno brani immortalati dalla talentuosa Manuela Geri nel 1984 a Pontepetri; un’interessante intervista con il noto cantastorie dell’Emilia Marino Piazza; infine vale la pena menzionare le opere degli appassionati raccoglitori come Giglio Signorini, Paolo Cinotti e Piero Bresci.
Un Lavoro di Riordino e Valorizzazione
Dal 2021 in poi, è stata intrapresa una meticolosa opera di sistemazione che ha portato alla ristrutturazione dei materiali esistenti. Le registrazioni sono state non solo ripulite ma anche equalizzate con cura, mentre ogni singolo brano ha ricevuto un’apposita codifica ISRC. Grazie a questo procedimento, i canti possono essere rintracciati con facilità e ascoltati comodamente sul sito web dell’Ecomuseo. Tale iniziativa non si limita a valorizzare il patrimonio culturale locale ma lo rende fruibile per tutti, salvaguardando al contempo la storia della montagna pistoiese.
Un’Eredità Culturale da Preservare e Condividere
L’Archivio Sonoro dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese costituisce un importante patrimonio per la cultura popolare del territorio. Grazie alla digitalizzazione e alla successiva fruizione online, si garantisce la salvaguardia di questa eredità per le generazioni a venire. I canti tradizionali offrono l’opportunità di rintracciare le origini, le usanze e le narrazioni proprie di una comunità, contribuendo così a mantenere vivo il legame con la storia passata.
Riflessioni Sulla Memoria Sonora
L’iniziativa proposta dall’Ecomuseo sottolinea l’importanza cruciale delle testimonianze orali e sonore, elementi fondamentali per mantenere vive le tracce del nostro passato. In particolare, i canti popolari si rivelano come mezzi formidabili per veicolare valori essenziali, tradizioni radicate ed emozioni condivise. L’atto di digitalizzarli e offrirli online permette non solo di abbattere barriere temporali e spaziali ma anche di aprire queste ricchezze culturali a un numero crescente di fruitori.
Un aspetto elementare relativo a notizie e approfondimenti sul tema della montagna e dell’alpinismo inserito nell’articolo afferma chiaramente che la cultura popolare — tra cui vi sono sia melodie che narrazioni giunte fino ai nostri giorni — costituisce una componente imprescindibile dell’identità appartenente a una comunità ancorata alla realtà montana. Tali melodie riescono spesso a catturare tanto gli ostacoli quanto gli attimi felici inerenti all’esistenza alpina; esse offrono uno spaccato genuino circa la storia nonché il patrimonio culturale locale. Da un punto di vista più sofisticato emerge invece il concetto secondo cui l’etnomusicologia — disciplina impegnata nell’analisi musicale all’interno dei suoi contesti socio-culturali — possa rivelarsi estremamente utile nel fornire intuizioni dettagliate riguardo alle interazioni sociali oltre agli aspetti economici ed ecologici capaci d’influenzare lo sviluppo delle società alpine lungo il trascorrere dei secoli. L’esame dei canti popolari fornisce illuminanti indizi su elementi quali pratiche agricole, relazioni di genere, credenze religiose, nonché su varie forme di resistenza culturale distintive della vita montana.
Immergersi nell’ascolto di queste melodie consente un collegamento profondo con i narratori storici, invita a una meditazione attenta sul contesto attuale e stimola l’immaginazione verso un avvenire dove il patrimonio emotivo e il folklore possano continuare a nutrirci ed elevare la nostra esistenza.







