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- Il 21 gennaio alle ore 17:00, il Museo di Storia Naturale ospiterà la presentazione del libro «Il cuore della montagna. In cammino nelle Apuane» di Andrea Minuti.
- Nel 1598, un violento terremoto sconvolse il monastero di San Giorgio e fece emergere una nuova montagna, evento documentato da un giovane monaco.
- Andrea Minuti, nato nel 1989, intreccia nel suo libro la narrazione del paesaggio con storia, antropologia ed ecologia, offrendo una prospettiva inedita sulle Alpi Apuane.
<a class="crl" target="_blank" rel="nofollow" href="https://museodistorianaturalemilano.it/pianifica-la-visita/orari-e-biglietti”>Il Museo di Storia Naturale si prepara ad accogliere, il 21 gennaio alle ore 17:00, la presentazione del libro “Il cuore della montagna. In cammino nelle Apuane” di Andrea Minuti, edito da Kellermann. L’opera, frutto di un’esplorazione profonda e sentita, conduce il lettore in un viaggio attraverso la Garfagnana e le Alpi Apuane, svelandone i segreti e le meraviglie. Minuti, classe 1989, intreccia sapientemente la narrazione del paesaggio con la storia, l’antropologia e l’ecologia, offrendo una prospettiva inedita su questi luoghi.
Il libro non è solo un resoconto di un’escursione, ma un’immersione nelle radici culturali e ambientali di un territorio. L’autore descrive i boschi secolari, custodi di memorie ancestrali, i borghi fantasma, testimoni di un passato rurale in declino, le cave, ferite aperte nel fianco della montagna, e l’eremo, rifugio di spiritualità e contemplazione.
Il Terremoto del 1598 e l’Ombra di una Nuova Montagna
Un elemento centrale del racconto è un evento storico realmente accaduto: il violento terremoto che, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio del 1598, sconvolse il monastero di San Giorgio. Tra le macerie e la polvere, emerse una nuova, enigmatica montagna, un’apparizione che turbò gli animi e stimolò la curiosità. Un giovane monaco, dotato di talento artistico, fu incaricato di documentare l’evento, scendendo a valle per ritrarre la misteriosa formazione rocciosa, nella speranza di decifrarne il significato.
Questo episodio storico si intreccia con il cammino dell’autore, creando un dialogo tra passato e presente, tra la percezione del paesaggio e la sua interpretazione culturale. Minuti, con uno sguardo antropologico, analizza le reazioni degli abitanti di fronte al cambiamento, la loro capacità di adattamento e la loro resilienza.

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Andrea Minuti: Un Antropologo in Cammino
Nato a Pisa, Andrea Minuti vanta un percorso accademico variegato, culminato con la laurea in Teatro presso lo IUAV di Venezia e una specializzazione in Etnologia e Antropologia Sociale conseguita all’EHESS di Parigi.
Le sue opere precedenti hanno affrontato tematiche diverse, ma sempre legate al rapporto tra l’uomo e l’ambiente, alle tradizioni popolari e all’ecologia. In “Il cuore della montagna”, Minuti conferma la sua capacità di narrare storie complesse con un linguaggio accessibile e coinvolgente, invitando il lettore a riflettere sul significato del paesaggio e sul nostro ruolo in esso.
Oltre la Vetta: Un Invito alla Riflessione
Il libro di Andrea Minuti non è solo un’esplorazione geografica, ma un viaggio interiore. Ci invita a interrogarci sul nostro rapporto con la natura, sulla memoria dei luoghi e sulla fragilità del nostro mondo. La storia del terremoto del 1598 ci ricorda che la montagna è un’entità viva, in continua trasformazione, e che la nostra comprensione di essa è sempre parziale e provvisoria.
La presentazione del libro rappresenta un’occasione unica per approfondire la conoscenza delle Alpi Apuane e per confrontarsi con un autore sensibile e attento alle dinamiche del territorio.
Amici appassionati di montagna, questo libro ci ricorda che l’alpinismo non è solo conquista della vetta, ma anche comprensione profonda del territorio che attraversiamo. Una nozione base da tenere sempre a mente è che ogni montagna ha una storia da raccontare, fatta di eventi geologici, trasformazioni ambientali e vicende umane.
Un concetto più avanzato è quello di “ecologia del paesaggio”, che ci invita a considerare la montagna come un sistema complesso e interconnesso, in cui ogni elemento (la roccia, la flora, la fauna, l’uomo) svolge un ruolo fondamentale.
Vi invito a riflettere: cosa significa per voi la montagna? È solo un luogo da scalare, o anche un patrimonio da proteggere e valorizzare?







