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- Le malghe, un tempo tappe della transumanza, sono diventate ambite destinazioni per un'esperienza inimitabile tra natura e gastronomia alpina.
- Malga Ra Stua, situata nel «Parco delle Dolomiti d'Ampezzo» a 1695 metri, è rinomata per i suoi prodotti autentici del territorio, gestita dal giovane Alessio Parrinello dal 2022.
- Malga Larieto (El Brite de Larieto), a 1664 metri, offre un'esperienza culinaria raffinata con prodotti a km zero, tra cui formaggi, yogurt, panna e salumi di produzione propria.
Un tempo considerate mere tappe della transumanza, le malghe montane hanno assunto oggi un nuovo ruolo: quello di ambite destinazioni per coloro che amano immergersi nella natura e apprezzare la gastronomia alpina. Inserite nel suggestivo contesto delle Dolomiti, queste strutture propongono un esperienza inimitabile, fondendo con abilità l’eredità culturale locale con panorami stordenti e gusti genuini.
Un Viaggio tra Natura e Tradizione
Le malghe si configurano come un anello di congiunzione tra una realtà storica e una attuale. Inizialmente concepite quali rifugi temporanei per i pastori durante la transumanza estiva, esse hanno progressivamente assunto il ruolo d’accoglienza per visitatori che aspirano a immergersi in paesaggi intatti e a recuperare il dolce ritmo della vita montana. Immersive nel verde dei prati vibranti e circondate da foreste centenarie che regalano scorci magnifici sulle cime dolomitiche, queste strutture garantiscono un’sperimentazione sensoriale totale. Il percorso verso le malghe è frequentemente effettuato a piedi o in bicicletta; nei mesi più freddi si può anche optare per le ciaspole che promettono maggiore vicinanza alla natura attraverso l’esercizio fisico intenso. Qual è dunque la gratificazione finale? Essa consiste nel poter assaporare piatti tipici quali polenta accompagnata da formaggi genuini provenienti dalle malghe stesse, speck affumicato e canederli realizzati esclusivamente con materie prime del luogo secondo antiche ricette tramandate nel tempo.

- 😍 Che meraviglia queste malghe, un vero paradiso......
- 🤔 Forse troppa enfasi sull'aspetto turistico a discapito......
- 🌲 Interessante come le malghe uniscano tradizione e sostenibilità......
Dieci Malghe da Scoprire a Cortina e Dintorni
Cortina d’Ampezzo e le aree circostanti si distinguono per la loro varietà di malghe incantevoli, ciascuna con i propri tratti distintivi. In questo contesto svettano:
*Malga Ra Stua: Questa malga si trova all’interno del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo a un’altitudine considerevole di 1695 metri. Riconosciuta per l’offerta gastronomica che valorizza prodotti autentici del territorio, è in mano al giovane Alessio Parrinello dal 2022.
Malga Peziè de Parù*: Sotto la direzione della famiglia Guerrini, funge sia da rifugio sia da ristorante nonché B&B in mezzo alle vette dolomitiche. Si distingue per la sua proposta culinaria tipica ampezzana arricchita con grappe auto-prodotte.
Sono raggiungibili grazie ai percorsi natura anch’essi ornati nella cornice naturale.
- MALGA LARIETO (EL BRITE DE LARIETO): Un’esperienza culinaria raffinata immersa nella natura boschiva ad un’altitudine di 1664 metri, che vanta una magnifica visuale sulle DOLOMITI. Questo agriturismo si distingue per la sua offerta gastronomica basata su prodotti alimentari rigorosamente a Km zero, comprendente la produzione propria di formaggi, yogurt, panna, salumi.
- MALGA CIAUTA: Questa struttura si trova nella pittoresca Vodo di Cadore ed è nota per le sue eccellenti opzioni culinarie grazie ai suoi formaggi distintivi e alle specialità salumi da manuale. A colpirti sarà anche l’incredibile panorama della stupenda Val Boite e il maestoso Monte Pelmo!
- RIFUGIO MIETRES: Situato ai piedi del POMAGANGON, questo rifugio offre un campo visivo impareggiabile su tutta la straordinaria panoramica della CONCA AMPEZZANA. La sua proposta gastronomica riflette fedelmente la tradizione locale servendo piatti che esaltano gli ingredienti stagionali.
Un’Esperienza Autentica e Sostenibile
Le malghe costituiscono una manifestazione significativa del turismo responsabile e della sua impronta sostenibile. Questi luoghi promuovono non solo i prodotti tipici, ma anche un profondo rispetto verso l’ambiente circostante e una preservazione attenta delle tradizioni culturali radicate nel territorio. Passare del tempo in una malga implica supporto all’economia locale: si contribuisce così alla protezione del panorama alpino mentre si vive un’autentica immersione nell’anima della cultura montana. L’opportunità di ammirare bovini al pascolo, di partecipare a laboratori formativi o di assistere a eventi culturali legati alla tradizione ladina arricchisce ulteriormente quest’esperienza straordinaria che risulta difficile da dimenticare. Il contatto diretto con la natura incontaminata, insieme al suo silenzio quasi mistico e ai ritmi rallentati della vita quotidiana tipica delle malghe, offre uno spunto prezioso per ricaricare le energie interiori e ristabilire il proprio equilibrio psicologico.
Riscoprire la Montagna: Un’Eredità da Preservare
Le malghe rappresentano spazi multifunzionali: sono infatti luoghi dove ci si può fermare per mangiare o dormire, ma incarnano anche un’eredità culturale e ambientale assolutamente inestimabile. Esse fungono da testimoni storici dei costumi delle popolazioni alpine; rivelano il forte legame con il territorio locale così come l’abilità degli abitanti nell’adattarsi ai vari cambiamenti nel corso del tempo. Pertanto, sostenere le malghe significa impegnarsi nella tutela di una preziosa eredità culturale mentre si promuove un modello turistico consapevole che possa consentire alle generazioni future di esperimentare direttamente bellezza ed autenticità delle montagne.
Caro gruppo degli appassionati della natura alpina, mi auguro vivamente che questa traversata fra le varie malghe vi abbia motivato ad immergervi in tali posti straordinari. Tenete presente: visitare la montagna trascende spesso i confini della mera meta fisica; diventa piuttosto un viaggio interiore profondo.
In merito all’alpinismo, c’è una questione fondamentale: quella riguardante l’approfondita conoscenza del terreno. Avere familiarità con le specificità territoriali contribuisce senz’altro a trasformare ogni uscita nelle montagne in esperienze notevolmente più rispettose.
Ma esiste anche un esaltante avviso implicito; suggerisce che la nostra capacità di muoverci diritta può essere eccitante per i turisti. Vi esorto a considerare l’importanza del nostro ruolo nella salvaguardia di questo prezioso patrimonio. Possiamo farlo mediante una scelta consapevole di un turismo etico, dando priorità al sostegno delle iniziative locali che celebrano la montagna e i suoi valori culturali.







