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- Nel 2025, sono state effettuate 13.037 missioni di soccorso a livello nazionale, segnando un aumento dell'8% rispetto all'anno precedente.
- Il 2025 ha visto un tragico aumento dei decessi in montagna, con 528 persone che hanno perso la vita, un incremento del 13% rispetto al 2024.
- In Lombardia, nel 2025, sono stati effettuati 1490 interventi di soccorso alpino, soccorrendo un totale di 1986 persone e registrando 99 decessi.
Si registra un aumento significativo sia nel numero degli interventi che, ancor più grave, nel numero dei decessi. A livello nazionale, sono state effettuate ben 11.287 missioni di soccorso, a cui si aggiungono le 1.750 del Soccorso Alpino Valdostano, portando il totale complessivo a 13.037 interventi. Questo dato rappresenta un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente, segnando il valore più alto mai registrato.
Parallelamente, il 2025 ha visto un tragico aumento dei decessi, con 528 persone che hanno perso la vita. Questo dato rappresenta un incremento del 13% rispetto ai 466 decessi del 2024 e ai 491 del 2023, evidenziando una tendenza allarmante.
Analisi dei dati regionali: focus sulla Lombardia
Il quadro nazionale si riflette fedelmente nell’attività del Soccorso Alpino e Speleologico lombardo. Nel corso del 2025, le squadre territoriali hanno effettuato 1490 interventi, un aumento rispetto ai 1259 del 2024, soccorrendo un totale di 1986 persone.
La distribuzione degli interventi per Delegazione è la seguente:
V Bresciana: 308 interventi
VI Orobica: 270 interventi
VII Valtellina – Valchiavenna: 336 interventi XIX Lariana: 573 interventi
IX Delegazione speleologica regionale: 3 interventi di soccorso speleologico
Il numero di persone decedute in Lombardia nel 2025 è stato di 99, un dato superiore agli anni precedenti (85 nel 2024, 92 nel 2023, 78 nel 2022). Sono state condotte 127 ricerche per persone scomparse.

- Un aumento preoccupante, ma forse possiamo invertire la rotta... ⛰️...
- Troppi decessi, segno di sottovalutazione dei pericoli... 😔...
- E se invece di 'allarme montagna' parlassimo di 'sfida accettata'? 💪......
Dettaglio degli interventi per delegazione
La IX Delegazione speleologica lombarda ha effettuato tre interventi nel 2025: uno in grotta a Comerio (Varese), con esito fatale; un altro in Piemonte, a sostegno della I° Delegazione Speleologica piemontese; e una terza operazione per la segnalazione di una persona non rientrata a Fonteno (Bergamo).
La V Bresciana ha registrato 308 interventi (294 nel 2024, 275 nel 2023, 229 nel 2022), con 18 persone decedute e 309 soccorse. Le operazioni di ricerca di individui smarriti ammontano a 21. La ripartizione degli interventi per Stazione è stata la seguente: 71 nella Bassa Valle Camonica, 25 a Edolo, 20 nella Media Valle Camonica, 37 a Ponte di Legno, 23 a Temu, 92 nella Val Sabbia e 40 nella Val Trompia.
La VI Orobica ha effettuato 270 interventi nel 2025, con 24 persone decedute e 300 soccorse. Si sono attivate le squadre per cercare persone di cui si erano perse le tracce in 20 circostanze. La distribuzione degli interventi per Stazione è stata così articolata: 34 a Clusone, 28 nella Media Valle Seriana, 23 a Oltre il Colle, 25 a Schilpario, 64 a Valbondione, 69 nella Valle Brembana e 27 nella Valle Imagna.
La VII Valtellina – Valchiavenna ha registrato 336 interventi nel 2025 (rispetto ai 250 nel 2024, 316 nel 2023 e 308 nel 2022), con 19 persone decedute e 370 soccorse. In 31 occasioni si è reso necessario ricercare escursionisti o alpinisti che avevano fatto perdere i contatti. Gli interventi per stazione sono stati ripartiti come segue: 19 ad Aprica, 36 a Bormio, 24 a Chiavenna, 35 a Livigno, 8 a Madesimo, 47 a Morbegno, 32 a Sondrio, 31 a Valfurva, 52 a Valmalenco e 52 a Valmasino.
La XIX Lariana ha effettuato 573 interventi nel 2025 (in confronto ai 447 nel 2024, 447 nel 2023 e 487 nel 2022), con 37 persone decedute e 650 soccorse. Sono state ben 45 le attivazioni per ritrovare persone che risultavano disperse.* Gli interventi per Stazione sono stati distribuiti come segue: 42 a Dongo, 62 nella zona Lario Occidentale e Ceresio, 139 a Lecco, 14 nell’Oltrepo Pavese, 106 nel Triangolo Lariano, 155 in Valsassina e Valvarrone, e 55 a Varese.
Verso una maggiore consapevolezza e prevenzione
Come sottolinea Gianluca Crotta, vice presidente del CNSAS Lombardo, “L’aumento degli interventi, costante da anni, implica un carico operativo crescente e sempre più strutturato”. Questa affermazione evidenzia la necessità di un impegno maggiore nella prevenzione e nella sensibilizzazione dei frequentatori della montagna.
Riflessioni conclusive: la montagna, un ambiente da rispettare
L’incremento degli interventi di soccorso alpino e, soprattutto, il tragico aumento dei decessi, ci pongono di fronte a una realtà inequivocabile: la montagna, pur offrendo scenari di straordinaria bellezza e opportunità di svago, rimane un ambiente potenzialmente ostile e pericoloso.
Una nozione base di alpinismo ci ricorda che la preparazione fisica e tecnica, la conoscenza del territorio e la valutazione accurata delle condizioni meteorologiche sono elementi imprescindibili per affrontare un’escursione in sicurezza. Allo stesso modo, una nozione avanzata ci suggerisce che la gestione del rischio in montagna non si limita alla semplice applicazione di protocolli e procedure, ma richiede una profonda consapevolezza dei propri limiti e una capacità di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali.
Forse, di fronte a questi dati allarmanti, dovremmo interrogarci sul nostro approccio alla montagna, riscoprendo un senso di rispetto e umiltà che ci consenta di vivere la natura in modo più consapevole e responsabile. La montagna non è un parco giochi, ma un ambiente che richiede preparazione, rispetto e prudenza. Solo così potremo continuare a godere delle sue meraviglie, evitando di trasformare un’esperienza potenzialmente gratificante in una tragedia.







