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- Nel 2025, il bando per la rinascita delle zone vulnerabili allo spopolamento ha ricevuto ben 551 domande, dimostrando un forte interesse per il ripopolamento montano.
- Il progetto Ri-Val mira a introdurre circa 300 alloggi a canone moderato attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, promuovendo la sostenibilità economica e la collaborazione tra pubblico e privato.
- Un'indagine preliminare ha identificato 467 alloggi disponibili per interventi di riqualificazione, evidenziando il potenziale inutilizzato nel patrimonio edilizio montano.
La conferenza internazionale dedicata alle politiche abitative, con l’intento di incentivare il ripopolamento delle zone montane, si è svolta all’interno del museo civico Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore ed ha visto un’ampia partecipazione da parte della Provincia autonoma di Trento. In questo contesto, l’assessore provinciale responsabile delle politiche relative alla casa, Simone Marchiori, ha messo in evidenza l’interesse generato dalle diverse iniziative lanciate in Trentino. Tra queste vi sono da citare il bando rivitalizzazione, le innovative proposte di co-living, oltre al progetto denominato Ri-Val. La finalità centrale dell’incontro rimane quella di fronteggiare la questione complessa dello spopolamento che implica azioni coordinate su vari livelli e non solo sull’aspetto abitativo.
Politiche Integrate per la Montagna
L’assessore Marchiori ha messo in luce come l’accesso all’abitazione costituisca solamente un tassello all’interno di un quadro complesso composto da politiche integrate. Non è sufficiente investire nell’immobile; occorre altresì dedicarsi alla comunità ed alla sua coesione sociale. Lo scopo principale è quello di supportare l’integrazione delle persone che scelgono di restare o trasferirsi in montagna. Questo incontro organizzato da Cescot Veneto ha riunito una varietà d’interlocutori, tra cui amministratori locali ed esperti provenienti dai diversi territori dell’arco alpino, creando così uno spazio per il dialogo. Si è discusso sui mezzi a disposizione per contrastare lo spopolamento e rinvigorire le realtà montane. Durante questa occasione, la Provincia di Trento ha esposto le misure adottate nel contesto della strategia integrata, la quale si prefigge come obiettivo quello d’incrementare la residenzialità nelle zone più marginali attraverso una combinazione articolata tra metodi classici e nuovi approcci, offrendo opportunità vantaggiose uniche e singolari fortemente radicate nella tradizione.
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Esperienze di Co-living e Rivitalizzazione
I progetti relativi al co-living emergono come modelli tangibili di realizzazione nell’ambito delle esperienze condivise. In particolare a Luserna, tale iniziativa ha avuto un ruolo significativo nel rivitalizzare l’intera comunità locale e garantire la continuità dei servizi fondamentali quali la scuola dell’infanzia. I recenti abitanti hanno attivamente interagito con le dinamiche sociali del luogo: si sono iscritti ai corsi d’istruzione sulla lingua cimbra e hanno intrapreso vari lavori volontari che hanno contribuito perfino alla ripresa dell’attività presso il campo sportivo locale. Similmente a Canal San Bovo i risultati sono stati incoraggianti; alla conclusione del periodo contrattuale relativo agli alloggi temporanei, molte famiglie hanno deciso non solo di restare ma anche di stabilirsi ulteriormente sul territorio attraverso affitti o acquisti immobiliari; questo comportamento ha facilitato una continua rotazione degli alloggi disponibili per futuri nuovi residenti contribuendo così a una dinamica positiva nella solidificazione della comunità stessa. È da notare il considerevole interesse destato dal bando volto alla rinascita delle zone vulnerabili allo spopolamento: sono state inoltrate 551 domande nel 2025. L’assessore ha messo in evidenza come le complessità associate al vivere nelle aree montane richiedano attenzione specifica; il sostegno fornito è pertanto visto quale attestazione della comprensione delle sfide affrontate quotidianamente dai residenti locali. Le risorse non devono essere considerate come donazioni, bensì come strumenti di cui è necessario assumersi specifici impegni. Questi comprendono attività quali il recupero degli immobili e la garanzia della propria residenza, oltre alla disponibilità di alloggi a canone calmierato per un periodo minimo di dieci anni.

Il Progetto Ri-Val e la Collaborazione Pubblico-Privato
Un’attenzione particolare è stata rivolta al progetto denominato Ri-Val. Quest’iniziativa ambisce a introdurre nel mercato circa 300 alloggi a canone moderato, mediante una riqualificazione efficace del patrimonio edilizio attuale. La sua impostazione si fonda su principi di sostenibilità economica e una sinergia tra settore pubblico e privato. In seguito a una preliminare indagine condotta tra i diversi enti locali, sono stati identificati 467 alloggi disponibili, pronti per interventi qualificati. Durante il convegno è emersa in maniera incisiva l’idea che il problema dello spopolamento debba essere affrontato collettivamente; oltre alle semplici risorse finanziarie, occorrono scelte politiche determinate e un approccio strategico globale accompagnati da coordinate piani integrativi unitari, assieme a uno scambio continuo di esperienze professionali e competenze pratiche. Luca Lorenzini, sindaco della località Selva di Cadore, ha messo in luce come l’accesso abitativo costituisca uno dei principali ostacoli per garantire ai giovani una vita stabile nelle aree montane. Dario Bond – assessore regionale veneto – ha rimarcato l’importanza dell’intensificazione delle iniziative politico-amministrative destinate agli ambienti montani nella prossima pianificazione futura; partendo dai fondi provenienti dal Fondo Comuni Confinanti, egli sostiene che il problema abitativo richiede tanto disponibilità economica quanto decisioni ben ponderate e strumenti efficaci appropriati. Alberto Peterle, nella sua veste di sindaco di Alpago e consigliere provinciale per Belluno, ha evidenziato con fermezza l’importanza dei servizi socio-assistenziali, particolarmente rilevanti nelle zone montane. Egli ha sottolineato la necessità della mappatura degli immobili non utilizzati, volta a favorirne una reintegrazione funzionale nel mercato immobiliare. Parallelamente, Esther Happacher dell’Università di Innsbruck si è cimentata nell’esame delle diverse politiche abitative relative ai vari modelli d’autonomia esistenti. Infine, Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, ha fatto luce sulla recente innovazione legislativa dedicata alla montagna.
Verso un Futuro Sostenibile per le Comunità Montane
L’incontro svoltosi a Selva di Cadore si è rivelato come una significativa occasione dedicata al dialogo e allo scambio di esperienze rivolto alla problematica del declino demografico nelle zone alpine. Si conferma quindi l’importanza fondamentale delle politiche integrate, della sinergia fra settore pubblico e privato, nonché della tutela del patrimonio edilizio già esistente; tutti aspetti cruciali nel garantire una prospettiva sostenibile alle comunità isolate in alta quota. Riconoscere il valore del co-living, promuovere con energia i borghi disabitati ed offrire concrete possibilità lavorative unitamente ai servizi necessari riveste rilevanza assoluta per attrarre giovani residenti: ciò andrà infatti ad assicurare vivacità culturale e unità sociale nelle piccole località.
Cari amici amanti della montagna, fermiamoci brevemente a considerare quanto sia vitale avere accesso ad abitazioni idonee per coloro che desiderano condurre una vita immersa nella natura incontaminata delle montagne. In molte circostanze, risulta difficile trovare sistemazioni appropriate con prezzi contenuti; tale situazione si trasforma facilmente in barriere insormontabili che costringono molti ad abbandonare l’idea romantica di un’esistenza alpina.
È importante ricordare che ripristinare gli abitanti nelle zone alpine implica andare oltre la mera disponibilità degli immobili; deve essere perseguito anche lo sviluppo complessivo di un ambiente favorevole ricco di opportunità professionali ma anche collegamenti efficienti verso quei servizi primari indispensabili cui ci si aspetta dall’idea stessa della comunità locale. Una nozione ancor più sofisticata è rappresentata dallo sviluppo territoriale integrato, il quale implica l’armonizzazione di strategie relative all’abitare, all’economia, al sociale e all’ambiente con l’obiettivo di delineare uno scenario propizio per la fioritura e la durabilità delle comunità montane.
Riflettiamo su questo: quali azioni possiamo intraprendere nel nostro quotidiano per supportare le iniziative destinate a promuovere il ripopolamento delle montagne? Forse impegnarsi attivamente nella vita della collettività locale, incentivare le realtà commerciali del posto o semplicemente elevare la consapevolezza riguardo all’importanza di tutelare questi luoghi inimitabili.







