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- L'Uncem ha lanciato la campagna «Non c'è campo!», un'iniziativa per mappare le aree montane senza segnale mobile e sollecitare interventi.
- La campagna si avvale di un approccio partecipativo, invitando i cittadini a segnalare le zone prive di copertura attraverso un form online.
- Secondo Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte, la situazione della connettività in montagna è peggiorata negli ultimi cinque anni, rendendo urgente un intervento risolutivo.
Una sfida ancora aperta
La persistente problematica della connettività in montagna
La connettività mobile, un servizio dato per scontato nelle aree urbane, si rivela spesso un miraggio nelle zone montane. Questa disparità, lungi dall’essere una novità, continua a rappresentare una sfida significativa per le comunità che vivono e operano in questi territori. L’Unione Nazionale Comunità Enti Montani (UNCEM) ha da tempo intrapreso una battaglia per colmare questo divario digitale, e oggi rilancia la sua campagna “Non c’è campo! Troppe zone montane senza segnale. Dillo a Uncem!”, un’iniziativa volta a mappare le aree in cui la copertura mobile è insufficiente. L’obiettivo è chiaro: sollecitare un intervento concreto per garantire un accesso equo ai servizi di telefonia e connessione dati anche in montagna.
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La campagna di UNCEM: un censimento partecipativo
La campagna “Non c’è campo!” si avvale di un approccio partecipativo, invitando i cittadini a segnalare le zone prive di copertura attraverso un form online. Questo censimento dal basso mira a fornire un quadro dettagliato della situazione, evidenziando le criticità e le aree più colpite dal digital divide. L’iniziativa si pone come un’azione di stimolo nei confronti degli operatori di telefonia e delle istituzioni, affinché si assumano le proprie responsabilità e investano in infrastrutture adeguate.
Le implicazioni della scarsa connettività
La mancanza di segnale mobile in montagna non è solo una questione di comodità. Essa incide profondamente sulla sicurezza, sullo sviluppo economico e sulla qualità della vita delle comunità locali. In caso di emergenza, l’impossibilità di effettuare una chiamata può avere conseguenze drammatiche. Inoltre, la scarsa connettività limita le opportunità di lavoro, di studio e di accesso ai servizi online, penalizzando le aree montane e accentuando il divario con le zone urbane. Come sottolinea Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte, la situazione è addirittura peggiorata negli ultimi cinque anni, rendendo ancora più urgente un intervento risolutivo.

Un appello all’azione: superare il digital divide montano
La campagna di UNCEM rappresenta un appello all’azione rivolto a tutti gli attori coinvolti: operatori di telefonia, istituzioni nazionali e regionali, e comunità locali. È necessario un impegno congiunto per superare il digital divide montano, attraverso investimenti mirati, politiche di incentivazione e una pianificazione strategica che tenga conto delle specificità dei territori montani. La posta in gioco è alta: garantire la sicurezza, lo sviluppo e la coesione sociale delle aree montane, riconoscendo il loro ruolo fondamentale per l’equilibrio ambientale e la ricchezza culturale del nostro Paese.
Connettività Alpina: Un Imperativo per il Futuro
La questione della connettività in montagna non è solo un problema tecnico, ma una questione di equità e di opportunità. È fondamentale garantire che le comunità montane non siano lasciate indietro nell’era digitale, ma che possano beneficiare appieno delle potenzialità offerte dalla tecnologia. Immagina un escursionista che si perde e non può chiamare i soccorsi, oppure un piccolo imprenditore che non può accedere ai mercati online a causa della mancanza di connessione. Queste sono solo alcune delle conseguenze concrete del digital divide montano.
Nozione base di alpinismo: La sicurezza in montagna dipende in larga misura dalla capacità di comunicare in caso di emergenza. Un telefono cellulare funzionante può fare la differenza tra la vita e la morte.
Nozione avanzata di alpinismo: L’utilizzo di tecnologie satellitari per la comunicazione e la navigazione sta diventando sempre più diffuso tra gli alpinisti esperti, offrendo una soluzione alternativa nelle aree prive di copertura mobile.
Riflettiamo: cosa possiamo fare, come singoli cittadini e come comunità, per sostenere le iniziative volte a colmare il divario digitale in montagna? Come possiamo sensibilizzare le istituzioni e gli operatori di telefonia sull’importanza di investire in infrastrutture adeguate? La risposta a queste domande determinerà il futuro delle nostre montagne e delle persone che le abitano.







