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- La mostra celebra i 150 anni del CAI di Parma, un'associazione con oltre 2.200 iscritti.
- L'evento mobilita annualmente più di 2.500 persone, evidenziando l'importanza dell'Appennino per la comunità.
- La mostra, con oltre cento opere, ripercorre la storia e il valore dell'Appennino, definita da Goethe come «un pezzo meraviglioso del creato».
L’inaugurazione della mostra “Paesaggio Appennino. Passato e Presente. Un percorso tra arte, letteratura e fotografia” presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna segna un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico dell’Appennino. L’evento, che ha visto la partecipazione di figure istituzionali e rappresentanti del Club Alpino Italiano (CAI), celebra i 150 anni del CAI di Parma, un’associazione con oltre 2.200 iscritti che mobilita annualmente più di 2.500 persone.
Un Viaggio Attraverso la Storia e la Cultura Appenninica
La mostra, curata da Andrea Greci, direttore editoriale del CAI, si articola in dodici percorsi tematici e presenta oltre cento opere, tra cui fotografie d’epoca, mappe medievali e dipinti. L’obiettivo è quello di ripercorrere la storia e il valore dell’Appennino, quella “spina dorsale” d’Italia che già nel XIX secolo Goethe definì come “un pezzo meraviglioso del creato“. Barbara Lori, vicepresidente dell’Assemblea legislativa, ha sottolineato l’importanza di ospitare una mostra che racconta una parte così rilevante del territorio emiliano-romagnolo, evidenziando come l’Appennino necessiti di essere vissuto e valorizzato.

- Bellissima iniziativa! Finalmente un riconoscimento all'Appennino, un territorio......
- Mostra interessante, ma forse si concentra troppo sul passato e......
- 🤔 Interessante la riflessione sul 'paesaggio culturale'. Davvero la natura selvaggia......
La Relazione Tra Uomo e Montagna: Un Paesaggio Culturale
I rappresentanti del CAI, Francesco Casanova, Gianluca Giovanardi e Andrea Greci, hanno evidenziato come la mostra nasca da due presupposti fondamentali. Il primo è di natura geografica e storica: in Italia, la “natura selvaggia” non esiste più, o quasi. Il paesaggio che ammiriamo è il risultato di una secolare interazione tra elementi naturali e attività umane, creando un vero e proprio “paesaggio culturale”. La mostra si interroga su come le montagne sarebbero senza l’intervento umano. Il secondo presupposto è di matrice culturale: mentre le Alpi sono state al centro di una narrazione che le ha rese simbolo e stereotipo, l’Appennino è rimasto spesso ai margini, lontano dalle attenzioni di studiosi e artisti. La mostra cerca di colmare questa lacuna, ricostruendo il rapporto tra l’uomo e l’Appennino attraverso fonti storiche, opere d’arte e cartografia antica.
L’Appennino: Un Tesoro da Scoprire e Vivere
Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa e socio del CAI, ha sottolineato come il modo migliore per conoscere l’Appennino sia viverlo e percorrerlo a passo lento. La mostra rappresenta quindi un’occasione per riscoprire questo territorio, comprenderne la storia e il valore, e promuoverne una fruizione consapevole e rispettosa. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 4 marzo, è stata realizzata con il sostegno di diverse istituzioni e enti, tra cui il Comune di Parma, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, i Parchi del Ducato, il CAI Emilia-Romagna, l’Università di Parma e la Provincia di Parma.
Un Invito alla Riflessione: Il Futuro dell’Appennino
La mostra “Paesaggio Appennino. Passato e Presente” non è solo una celebrazione della storia e della cultura di questo territorio, ma anche un invito alla riflessione sul suo futuro. Come possiamo preservare e valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale dell’Appennino? Come possiamo promuovere un turismo sostenibile che rispetti l’ambiente e le comunità locali? Queste sono solo alcune delle domande che la mostra solleva, invitando il pubblico a un dialogo aperto e costruttivo.
Amici appassionati di montagna, questa mostra ci ricorda che l’Appennino non è solo un insieme di cime e valli, ma un vero e proprio scrigno di storia, cultura e tradizioni. Una nozione base da tenere sempre a mente è che la montagna è un ecosistema fragile, che richiede la nostra attenzione e il nostro rispetto. Una nozione più avanzata è che il paesaggio montano è il risultato di una complessa interazione tra fattori naturali e umani, e che la sua conservazione dipende dalla nostra capacità di trovare un equilibrio tra sviluppo economico e tutela ambientale.
Vi invito a visitare la mostra, a immergervi nella bellezza dell’Appennino e a riflettere sul suo futuro. Ricordiamoci che siamo tutti custodi di questo prezioso patrimonio, e che spetta a noi preservarlo per le generazioni future.







