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Montagna reggiana salva: Baiso, Viano e Canossa restano comuni montani!

Scopri come l'impegno della Regione Emilia-Romagna ha scongiurato la declassificazione dei comuni montani di Baiso, Viano e Canossa, garantendo continuità nei finanziamenti e sostegno alle aree interne.
  • La nuova legge sulla montagna aveva destato preoccupazioni nei comuni di Baiso, Viano e Canossa, ma l'intervento della Regione Emilia-Romagna ha confermato il loro status di comuni montani.
  • La Regione Emilia-Romagna ha aumentato del 60% le risorse del Fondo montagna regionale nella legge di bilancio 2026/2028 per far fronte alle possibili criticità derivanti dalla legge nazionale.
  • A livello regionale, l'Emilia-Romagna conferma il numero di 99 comuni montani, con alcune variazioni tra ingressi e uscite, soprattutto nella provincia di Bologna e Piacenza.

La nuova legge sulla montagna aveva destato non poche preoccupazioni nei comuni di Baiso, Viano e Canossa, in provincia di Reggio Emilia. Si temeva una loro declassificazione con conseguente perdita dei benefici legati allo status di comuni montani. L’incertezza è durata mesi, generando ansia tra gli amministratori locali e la popolazione. L’assessore regionale Davide Baruffi ha espresso la sua soddisfazione per la conferma dello status dei comuni reggiani, sottolineando come i criteri inizialmente proposti nella legge nazionale fossero inadeguati. La mancata intesa a livello nazionale aveva fatto presagire un esito negativo, ma l’impegno della Regione Emilia-Romagna ha scongiurato il peggio.

L’Impegno della Regione Emilia-Romagna

L’assessore Baruffi ha annunciato che incontrerà a breve i comuni montani, sia quelli confermati che quelli esclusi, ribadendo l’impegno della Regione a sostenere le aree interne. In particolare, ha assicurato che, qualora il Governo centrale dovesse ridurre i finanziamenti, la Regione interverrà con risorse proprie per mantenere l’equilibrio costruito negli anni. Un segnale forte di attenzione verso le comunità montane, senza distinzioni tra crinale e valle, ma promuovendo strategie di integrazione e cooperazione. A testimonianza di questo impegno, la Regione ha aumentato del *60% le risorse del Fondo montagna regionale nella legge di bilancio 2026/2028, proprio per far fronte alle possibili criticità derivanti dalla legge nazionale.

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  • 🎉 Ottima notizia per la montagna reggiana! Finalmente un po' di sollievo......
  • 🤔 Ma la Regione interverrà davvero se il Governo taglierà i fondi? Dubito......
  • 🏞️ Invece di aspettare aiuti esterni, perché non puntare sul turismo sostenibile...?...

Reazioni e Prospettive Future

I sindaci di Baiso e Viano, Fabio Spezzani e Fabrizio Corti, hanno espresso la loro gioia e soddisfazione per la notizia, ringraziando l’assessore Baruffi e la consigliera Anna Fornili per il loro impegno. L’auspicio è che la nuova normativa sulla montagna possa contare su adeguati mezzi finanziari per supportare i progetti nelle aree interne e le necessità del territorio. A livello regionale, l’Emilia-Romagna conferma il numero di 99 comuni montani, con alcune variazioni tra ingressi e uscite. Le principali modifiche si sono verificate nella provincia di Bologna, con l’esclusione di ben sei comuni, mentre la provincia di Piacenza ha visto l’ingresso di sette nuovi comuni.

Un Futuro di Sostegno e Collaborazione per la Montagna

La vicenda della riclassificazione dei comuni montani in Emilia-Romagna evidenzia l’importanza di un approccio inclusivo e solidale verso le aree interne. La conferma dello status per Baiso, Viano e Canossa rappresenta un segnale positivo, ma è fondamentale che la Regione continui a sostenere tutte le comunità montane, garantendo risorse e opportunità per il loro sviluppo. La montagna non è solo un territorio da tutelare, ma anche una risorsa preziosa per l’intero Paese, un luogo ricco di storia, cultura e tradizioni che merita di essere valorizzato e promosso.
Amici appassionati di montagna*, questo episodio ci ricorda un principio fondamentale: la classificazione di un comune come “montano” non è solo una questione burocratica, ma ha un impatto diretto sulla vita delle persone che vi abitano. I benefici economici e le agevolazioni fiscali derivanti da questo status sono essenziali per sostenere le attività economiche locali, preservare il patrimonio culturale e garantire servizi essenziali come la sanità e l’istruzione.

Un concetto più avanzato da tenere a mente è quello di “sviluppo endogeno”. Invece di dipendere esclusivamente da finanziamenti esterni, le comunità montane dovrebbero puntare a valorizzare le proprie risorse interne, come i prodotti tipici, il turismo sostenibile e l’artigianato locale. Questo approccio permette di creare un’economia più resiliente e di preservare l’identità culturale del territorio.
Riflettiamo: cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per sostenere le comunità montane? Magari scegliendo di acquistare prodotti locali, visitando i borghi montani durante le nostre vacanze o semplicemente informandoci sulle loro problematiche e sostenendo le loro istanze. Ogni piccolo gesto può fare la differenza.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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