E-Mail: [email protected]
- Al via il restauro della Ghiacciaia della Madonnina, un progetto dell'Ecomuseo della Montagna Pistoiese per valorizzare le pratiche protoindustriali associate alla gestione del ghiaccio.
- L'Ecomuseo ha emesso due manifestazioni d'interesse: una rivolta agli imprenditori agricoli per la coltivazione della segale da paglia e l'altra ad aziende artigiane esperte nel ripristino di coperture in paglia. La scadenza per presentare la candidatura è il 28 febbraio 2026.
- Il restauro mira a preservare le tecniche costruttive tradizionali e a promuovere un turismo consapevole e rispettoso dell'ecosistema, creando un ponte tra passato e futuro e valorizzando l'architettura vernacolare.
Al via il restauro della Ghiacciaia della Madonnina
Il restauro della Ghiacciaia della Madonnina, situata nel comune di Le Piastre, ha avuto inizio grazie all’operato dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese; quest’iniziativa è frutto dell’importanza storica e culturale che tale monumento incarna. La ghiacciaia è parte fondamentale dell’Itinerario del Ghiaccio ed offre una preziosa testimonianza delle pratiche protoindustriali associate alla gestione del ghiaccio nelle aree montuose. Caratterizzata da una copertura composta da legno avvolto in paglia di segale — costruita seguendo metodi artigianali tradizionali — la struttura richiede un intervento mirato per salvaguardarne l’autenticità ed esaltarne il valore storico. L’intento principale del progetto restaurativo consiste nel rispettare le tecniche tradizionali utilizzate nella costruzione, offrendo così un contributo significativo al ripristino dei saperi locali e delle filiere produttive ormai a rischio estinzione.
Ricerca di competenze e materiali: le manifestazioni di interesse
Con l’intento di assicurare un esito positivo al progetto di restauro, l’Ecomuseo ha emanato due separate manifestazioni d’interesse che presentano un carattere puramente esplorativo. La prima si rivolge agli imprenditori agricoli, che siano motivati a intraprendere la coltivazione della segale da paglia selezionando varietà specifiche adeguate alla creazione delle coperture; essi dovranno attenersi alle direttive tecniche e agronomiche suggerite dall’ente museale. La seconda comunicazione interessa invece aziende o botteghe artigiane con comprovata competenza nella costruzione o ripristino delle coperture in paglia; essa mira a identificare quegli esperti capaci non solo di mantenere vive le pratiche tradizionali ma anche di assicurare la longevità degli interventi effettuati. Gli operatori desiderosi sono invitati a visionare gli avvisi dettagliati e a inoltrare la loro candidatura attraverso Pec entro il termine fissato per il 28 febbraio 2026.

- Che bello questo restauro! Finalmente si valorizza......
- Ma siamo sicuri che questo restauro sia la priorità... 🤔...
- Ghiacciaie come queste ci insegnano a vivere in equilibrio... 🌍...
Un progetto per la salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale
L’iniziativa promossa dall’Ecomuseo della Montagna Pistoiese trascende il mero atto di restaurare un edificio storico, abbracciando piuttosto una visione estesa dedicata alla salvaguardia dei beni culturali e ambientali presenti nel comprensorio. La riscoperta delle tecniche costruttive tradizionali, l’enfatizzazione delle filiere locali, unitamente al coinvolgimento attivo degli attori economici regionali, costituiscono i cardini essenziali per assicurare la sostenibilità di questa iniziativa e favorirne una sinergica integrazione all’interno del tessuto sociale ed economico montano pistoiese. In questo scenario, il restauro della Ghiacciaia della Madonnina emerge come una significativa opportunità: essa permette non solo di rintracciare le origini storiche dei luoghi ma anche di incentivare forme di turismo che siano sia consapevoli sia rispettose dell’ecosistema circostante.
Riscoprire l’ingegno montano: una sfida per il futuro
Il restauro della Ghiacciaia della Madonnina rappresenta non solo una manovra conservativa ma anche una sfida significativa destinata al futuro. Nell’attuale contesto storico, dove le pratiche artigianali rischiano di svanire, l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese pone in essere uno sforzo mirato a tutelare e valorizzare un vasto insieme di conoscenze tradizionali, considerate uno straordinario tesoro per il nostro ambiente locale. L’iniziativa del restauro invita pertanto alla riscoperta dell’intelletto dei montanari e alla promozione delle abilità presenti nella comunità locale, con l’obiettivo ultimo di sviluppare modelli economici sostenibili che rispettino appieno le peculiarità territoriali e le sue storiche consuetudini.
Conclusione: Un ponte tra passato e futuro
Il restauro della Ghiacciaia della Madonnina è un’operazione che va ben oltre il mero recupero di un manufatto. È un atto di amore verso la storia, un gesto di rispetto per le tradizioni e un investimento nel futuro. Iniziative come questa ci ricordano l’importanza di preservare il nostro patrimonio culturale e di valorizzare le competenze locali, creando un ponte tra passato e futuro.
Amici appassionati di montagna e alpinismo, riflettiamo un attimo. Quando parliamo di conservazione del patrimonio montano, spesso pensiamo alle cime inviolate o ai sentieri impervi. Ma la storia dell’uomo in montagna è fatta anche di ingegno e adattamento, come dimostra la Ghiacciaia della Madonnina. Conoscere le tecniche costruttive tradizionali è fondamentale per comprendere il legame profondo tra l’uomo e l’ambiente montano.
Un concetto più avanzato da tenere a mente è quello di “architettura vernacolare”. Si tratta di un approccio che valorizza le costruzioni realizzate con materiali locali e tecniche tradizionali, adattate alle specifiche condizioni ambientali.
L’analisi dell’architettura vernacolare fornisce un’incredibile visione su come le comunità montane abbiano abilmente utilizzato le risorse naturali, dando vita a costruzioni sostenibili e profondamente integrate nell’ambiente circostante. È fondamentale considerare in che modo queste saggezze ancestrali possano stimolare la nascita di nuovi modelli architettonici, dove la tradizione possa fondersi con l’innovazione.







