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- Sette comuni della provincia riminese, tra cui Maiolo, Novafeltria, Talamello, Sassofeltrio, San Leo, Verucchio e Poggio Torriana, rischiano il declassamento a causa dei nuovi criteri altimetrici della Legge Calderoli.
- Confagricoltura critica la legge perché località come Cortina d'Ampezzo e Madonna di Campiglio continuerebbero a beneficiare dei fondi, creando una sorta di «Robin Hood al contrario».
- L'associazione propone di integrare i criteri fisici con indicatori di fragilità socioeconomica individuati dall'Istat, per garantire un sostegno efficace ai territori più bisognosi.
L’attuale Legge della Montagna, nota anche come Legge Calderoli, sta sollevando un acceso dibattito nel panorama agricolo e territoriale italiano. Confagricoltura delle province di Forlì-Cesena e Rimini ha espresso forti preoccupazioni riguardo ai nuovi parametri di classificazione dei comuni montani, paventando il rischio di una redistribuzione iniqua delle risorse.
Rischio Declassamento per l’Appennino Romagnolo
Secondo Confagricoltura, l’applicazione rigida dei criteri altimetrici e di pendenza previsti dalla Legge Calderoli potrebbe penalizzare gravemente l’Appennino romagnolo. Sette comuni della provincia riminese, tra cui Maiolo, Novafeltria, Talamello, Sassofeltrio, San Leo, Verucchio e Poggio Torriana, rischiano di essere declassati e di perdere l’accesso ai contributi statali destinati alle aree montane. Questo declassamento, secondo l’associazione, accelererebbe lo spopolamento di queste zone già fragili.
- Finalmente una legge che guarda alle specificità dei territori! 👍......
- Questa legge rischia di affossare l'Appennino romagnolo! 😡......
- E se guardassimo alla montagna non solo come altitudine? 🤔......
Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio: Beneficiarie Inattese?
Parallelamente, località turistiche di montagna ad alta redditività come Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio continuerebbero a beneficiare pienamente dei fondi e degli incentivi previsti dalla legge. Questo scenario, secondo Confagricoltura, configura una sorta di “Robin Hood al contrario”, dove le aree più ricche vengono ulteriormente avvantaggiate a discapito di quelle più vulnerabili.
La Proposta di Confagricoltura: Criteri Socioeconomici Integrativi
Confagricoltura non contesta l’importanza dei criteri fisici come l’altitudine e la pendenza, ma sottolinea la necessità di integrarli con indicatori di fragilità socioeconomica, come quelli individuati dall’Istat. L’obiettivo è garantire che la Legge della Montagna sostenga effettivamente i territori più bisognosi, tenendo conto delle loro reali condizioni socioeconomiche. L’associazione chiede correttivi concreti nei decreti attuativi della legge, affinché si affianchino ai criteri fisici anche gli indici di fragilità socioeconomica.

Un Appello all’Equità e al Buon Senso
Daniele Montemaggi, presidente di Confagricoltura per le province di Forlì-Cesena e Rimini, e Luca Gasparini, direttore dell’associazione, lanciano un appello al buon senso e all’equità. Sottolineano che la loro non è una battaglia ideologica, ma una richiesta di giustizia per i territori montani più fragili. La Legge della Montagna, affermano, deve sostenere chi è davvero in difficoltà, altrimenti rischia di tradire il suo scopo originario.
Verso una Montagna Inclusiva: Riflessioni Finali
La questione sollevata da Confagricoltura pone un interrogativo fondamentale: come definire e sostenere la montagna in modo equo ed efficace nel XXI secolo? La risposta non può limitarsi a criteri puramente fisici, ma deve tenere conto della complessità e della diversità dei territori montani italiani.
Una nozione base di notizie e approfondimenti su montagna e alpinismo è che la montagna non è solo un’altitudine, ma un ecosistema complesso di interazioni sociali, economiche e ambientali. Ignorare questi aspetti significa condannare intere comunità all’isolamento e all’abbandono.
Una nozione avanzata è che le politiche per la montagna devono essere integrate e multisettoriali, coinvolgendo non solo l’agricoltura, ma anche il turismo, l’energia, i trasporti e i servizi. Solo così si può garantire uno sviluppo sostenibile e inclusivo per le aree montane.
Riflettiamo: la montagna è un patrimonio prezioso per il nostro paese, un serbatoio di biodiversità, cultura e tradizioni. Abbiamo il dovere di proteggerla e valorizzarla, garantendo un futuro dignitoso a chi la abita e la lavora. La Legge della Montagna può essere uno strumento potente per raggiungere questo obiettivo, ma solo se sapremo interpretarla e applicarla con saggezza e lungimiranza.
- Testo del disegno di legge n. 1054 relativo alle professioni della montagna.
- Comunicato ufficiale di Confagricoltura sull'impatto della Legge della Montagna.
- Dati Istat sulla fragilità comunale, utili per integrare i criteri di legge.
- Pagina di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini: contatti e responsabili.







