E-Mail: [email protected]
- La mostra «Vette. storie di sport e montagne» inaugurerà il 27 gennaio 2026 a Palazzo Besta, Teglio, esplorando il legame tra sport, ambiente alpino e società.
- L'esposizione, parte del programma culturale delle Olimpiadi di Milano Cortina, analizza come la diffusione degli sport invernali ha trasformato le comunità alpine, portando a un'economia più prospera e all'affermazione del tempo libero nel xx secolo.
- La mostra evidenzia come lo sport ha contribuito alla costruzione dell'identità alpina, promuovendo un senso di appartenenza e orgoglio tra le comunità locali, e riflette sulle nuove sensibilità ambientali che incoraggiano un approccio più responsabile e sostenibile alla pratica sportiva in montagna.
Un’esplorazione del rapporto tra sport e montagna
Il 27 gennaio 2026, Palazzo Besta a Teglio (Sondrio) darà il via alla mostra “VETTE. Storie di sport e montagne”, un’iniziativa curata da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi. Questo progetto ambizioso si prefigge di indagare il legame profondo e stratificato tra l’attività sportiva, il contesto alpino e la società. L’esposizione, fulcro del programma culturale delle Olimpiadi di Milano Cortina, propone un’analisi storica, sociologica e culturale della montagna, intesa come palcoscenico di confronto, evoluzione e fucina dell’immaginario collettivo.
La mostra, sostenuta da Regione Lombardia, nasce dalla collaborazione con il Museo nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e con la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo nazionale Collezione Salce. Il progetto ha beneficiato anche del contributo dell’Olympic Foundation for Culture and Heritage (OFCH), oltre al supporto di collezionisti privati, associazioni ed enti locali. Questa ampia rete di collaborazioni, sia a livello nazionale che locale, consente di realizzare un progetto teso a connettere beni materiali e immateriali, memorie locali e narrazioni universali.
Storie di atleti e comunità alpine: un intreccio di destini
“VETTE” racconta molteplici storie, tra cui quelle di grandi atleti olimpici e paralimpici, figure emblematiche di talento, coraggio e determinazione. Parallelamente, l’esposizione narra le vicissitudini delle comunità alpine, attrici di una trasformazione incisiva avvenuta nella seconda metà del XX secolo. La diffusione degli sport invernali e del turismo ha avuto un impatto rilevante sull’ambiente antropico e naturale delle Alpi, delineando il passaggio da un’economia di sussistenza a una fase di maggiore prosperità. Tale cambiamento ha generato l’affermazione del tempo libero e dello svago, modificando profondamente la vita degli abitanti di questi territori.
Palazzo Besta si configura come un punto di osservazione privilegiato per studiare lo sport non solo come gara, ma come fenomeno storico, sociale e culturale in grado di incidere sui territori, le collettività e le modalità di vivere la montagna.

- Che bello! Finalmente una mostra che celebra......
- Sinceramente, temo che questa mostra ignori......
- Interessante notare come lo sport in montagna......
La montagna: uno spazio di trasformazione e sfida
La mostra “VETTE” esplora la montagna come scenario di trasformazione e sfida, un contesto in cui lo sport diviene propulsore di cambiamento sociale ed economico. L’esposizione evidenzia come l’espansione degli sport invernali abbia contribuito a modificare il paesaggio alpino, convertendo piccoli borghi in rinomate mete turistiche. Questo processo ha comportato nuove occasioni di lavoro e di sviluppo, ma anche nuove problematiche legate alla sostenibilità ambientale e alla gestione del territorio.
La mostra analizza inoltre il ruolo dello sport nella costruzione dell’identità alpina, sottolineando come le competizioni sportive abbiano contribuito a generare un senso di appartenenza e di orgoglio tra le comunità locali. Contestualmente, l’esposizione riflette sulle nuove sensibilità ambientali che stanno emergendo nel mondo dello sport, incoraggiando un approccio più responsabile e sostenibile alla pratica sportiva in montagna.
Oltre la competizione: la montagna come patrimonio culturale
La mostra “VETTE” invita a trascendere la visione tradizionale dello sport come semplice competizione, offrendo una riflessione più estesa sul suo ruolo nella società e nella cultura. L’esposizione evidenzia come la montagna costituisca un patrimonio culturale da proteggere e valorizzare, un luogo in cui storia, tradizione e innovazione si incontrano e si fondono. Attraverso un percorso espositivo ricco di immagini, documenti e testimonianze, “VETTE” propone uno sguardo inedito e originale sul rapporto tra sport e montagna, invitando il pubblico a scoprire la bellezza e la complessità di tale legame.
Un invito alla riflessione: la montagna tra sport, cultura e sostenibilità
La mostra “VETTE” ci offre uno spunto di riflessione profondo e articolato. Ci ricorda che la montagna non è solo un palcoscenico per imprese sportive, ma un ecosistema complesso, un luogo di vita, di lavoro e di cultura. Ci invita a considerare lo sport come un elemento che può contribuire allo sviluppo sostenibile delle comunità alpine, promuovendo un turismo responsabile e rispettoso dell’ambiente.
Nozione base di notizie e approfondimenti su montagna e alpinismo: La montagna è un ambiente fragile, soggetto a cambiamenti climatici e a pressioni antropiche. È fondamentale adottare pratiche sportive e turistiche che minimizzino l’impatto sull’ambiente e che contribuiscano alla conservazione della biodiversità.
Nozione avanzata di notizie e approfondimenti su montagna e alpinismo: La gestione sostenibile della montagna richiede un approccio integrato che coinvolga tutti gli attori del territorio, dalle istituzioni alle comunità locali, dagli operatori turistici agli sportivi. È necessario promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica per sviluppare soluzioni che consentano di conciliare lo sviluppo economico con la tutela dell’ambiente.
La mostra “VETTE” ci spinge a interrogarci sul nostro rapporto con la montagna, a riflettere sulle nostre responsabilità e a immaginare un futuro in cui lo sport e la cultura possano contribuire a costruire un mondo più sostenibile e armonioso. Che tipo di impronta lasceremo sulle montagne che amiamo? Come possiamo assicurarci che le generazioni future possano godere della loro bellezza e della loro ricchezza?







