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Valanghe più sicure: come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando le previsioni

Scopri come l'AI sta trasformando la sicurezza in montagna, dai modelli predittivi avanzati ai sistemi di soccorso, offrendo agli alpinisti informazioni in tempo reale e supporto decisionale cruciale.
  • Dal 2021, l'istituto wsl per lo studio della neve e delle valanghe slf utilizza sistemi di AI per supportare i previsori umani nella stesura dei bollettini valanghe, fornendo una «seconda opinione» basata sull'analisi di dati meteorologici e misurazioni sul campo.
  • Il progetto «The Chain Project», attivo in «Valle d'Aosta» dal febbraio 2024, mira a sviluppare metodi oggettivi basati sull'AI per fornire scenari di pericolo/rischio in tempo reale, supportando la stesura dei bollettini neve e valanghe e i processi decisionali delle commissioni locali valanghe (clv).
  • Il sistema «Sharon» (SearcH And Rescue Operation assistaNt), sviluppato dall'Università di Trento, utilizza l'intelligenza artificiale e il machine learning per l'analisi e la pianificazione di missioni di ricerca e salvataggio, stimando l'area più probabile di ritrovamento e guidando la pianificazione delle unità di soccorso. Uno spin-off di Sharon, nives, è specificamente dedicato al soccorso valanghe.

La loro imprevedibilità e la rapidità con cui si manifestano rendono cruciale lo sviluppo di sistemi di previsione sempre più accurati ed efficienti. In questo contesto, <a class="crl" target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20200827STO85804/che-cos-e-l-intelligenza-artificiale-e-come-viene-usata”>l’intelligenza artificiale (AI) emerge come una risorsa preziosa, in grado di analizzare grandi quantità di dati e identificare modelli complessi che possono sfuggire all’analisi umana.

I modelli tradizionali di previsione si basano sull’esperienza di esperti che, valutando dati meteorologici, caratteristiche del manto nevoso e topografia del terreno, formulano previsioni spesso accurate, ma intrinsecamente limitate dalla capacità umana di elaborare informazioni complesse. L’AI, al contrario, può analizzare simultaneamente una vastissima gamma di dati, individuando correlazioni e tendenze che possono migliorare significativamente la precisione delle previsioni.

Diversi progetti di ricerca, in Europa e nel mondo, stanno esplorando le potenzialità dell’AI nella previsione delle valanghe. Uno di questi è condotto dall’Istituto wsl per lo studio della neve e delle valanghe slf, che dal 2021 utilizza sistemi di AI per supportare i previsori umani nella stesura dei bollettini valanghe. Il sistema analizza dati meteorologici e misurazioni sul campo, fornendo una “seconda opinione” che permette agli esperti di valutare criticamente le proprie stime e, se necessario, correggerle. Questo approccio collaborativo tra intelligenza umana e artificiale si è dimostrato particolarmente efficace nell’identificare aree di rischio e nel migliorare la precisione delle previsioni.

L’slf sta inoltre sviluppando modelli numerici basati sull’AI per la previsione delle valanghe umide e per la valutazione della stabilità del manto nevoso. Questi modelli utilizzano algoritmi di “Random Forest”, capaci di analizzare centinaia di profili di neve e identificare le caratteristiche decisive per la stabilità o l’instabilità del manto nevoso. Il concetto di “foresta casuale” si riferisce a un insieme esteso di alberi decisionali, impiegato frequentemente per la categorizzazione automatica di vasti insiemi di dati. I risultati preliminari sono promettenti e suggeriscono che l’AI potrebbe diventare uno strumento indispensabile per la previsione delle valanghe nel prossimo futuro.
Un altro progetto interessante è il “The Chain Project”, attivo in Valle d’Aosta in collaborazione con l’slf di Davos. Questo progetto mira a sviluppare metodi oggettivi basati sull’AI per fornire scenari di pericolo/rischio in tempo reale, supportando la stesura dei bollettini neve e valanghe e i processi decisionali delle commissioni locali valanghe (clv). Il progetto, iniziato nel febbraio 2024, si propone di utilizzare l’AI per stimare il grado di pericolo, sviluppare metodi oggettivi per la valutazione del rischio e migliorare la comunicazione e l’informazione al pubblico attraverso la piattaforma Valle d’Aosta Outdoor gis (vog).

L’applicazione dell’AI alla previsione delle valanghe non è priva di sfide. La qualità dei dati utilizzati per addestrare gli algoritmi è fondamentale: dati inaccurati o incompleti possono portare a previsioni errate. Inoltre, è necessario considerare i potenziali bias negli algoritmi, che potrebbero portare a valutazioni del rischio distorte per alcuni gruppi di persone o aree geografiche. Ciononostante, i benefici potenziali sono enormi e giustificano gli sforzi per superare queste sfide.

Informazioni in tempo reale per gli alpinisti grazie all’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale non si limita a migliorare la previsione delle valanghe, ma può anche fornire informazioni in tempo reale agli alpinisti, aiutandoli a prendere decisioni più consapevoli e sicure durante le loro escursioni. Applicazioni mobili e dispositivi indossabili possono utilizzare algoritmi di AI per valutare il rischio di valanghe in base alla posizione dell’utente, alle condizioni meteorologiche attuali e ai dati del manto nevoso.

Questi sistemi possono fornire avvisi personalizzati, suggerire percorsi sicuri e aiutare gli alpinisti a prendere decisioni informate sulla base delle condizioni locali. Ad esempio, un’applicazione potrebbe avvisare un alpinista che si trova in una zona a rischio di valanghe, suggerendogli di cambiare percorso o di tornare indietro. Oppure, un dispositivo indossabile potrebbe monitorare costantemente le condizioni del manto nevoso e avvisare l’alpinista in caso di cambiamenti improvvisi.

Il progetto digiway, attivo nell’Euregio (Tirolo, Alto Adige e Trentino), è un esempio di come l’AI può essere utilizzata per migliorare la sicurezza in montagna. Questo progetto mira a creare un set di dati geospaziali unificato, affidabile e di alta qualità, che integri dinamicamente dati provenienti da sistemi diversi. Il “digiway-product” fornirà dati accurati e omogenei per strumenti di pianificazione turistica digitale affidabili, consentendo agli alpinisti di pianificare le loro escursioni in modo più sicuro e informato.

La diffusione di informazioni in tempo reale agli alpinisti rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo della sicurezza in montagna. Grazie all’AI, gli alpinisti possono avere accesso a informazioni precise e aggiornate, che possono fare la differenza tra una gita piacevole e un incidente potenzialmente fatale. Tuttavia, è importante sottolineare che l’AI non deve essere considerata un sostituto dell’esperienza e del buon senso. Gli alpinisti devono sempre essere consapevoli dei propri limiti e prendere decisioni responsabili, basandosi sia sulle informazioni fornite dall’AI che sulla propria valutazione delle condizioni ambientali.

La responsabilità del singolo alpinista resta fondamentale. L’ ai deve essere vista come uno strumento di supporto, capace di fornire informazioni utili, ma non di sostituire il giudizio umano. L’esperienza, la conoscenza del territorio e la capacità di valutare i rischi rimangono elementi imprescindibili per la sicurezza in montagna.

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Il supporto dell’Intelligenza Artificiale nelle operazioni di soccorso

L’intelligenza artificiale può svolgere un ruolo cruciale anche nelle operazioni di soccorso in caso di valanga. La rapidità e l’efficacia dei soccorsi sono fondamentali per aumentare le probabilità di sopravvivenza delle vittime. In questo contesto, l’AI può fornire un supporto prezioso ai soccorritori, aiutandoli a individuare le persone sepolte, a pianificare le operazioni e a coordinare le risorse.

Droni equipaggiati con telecamere e sensori possono essere utilizzati per sorvolare rapidamente le aree colpite e individuare le vittime sepolte. Gli algoritmi di AI possono analizzare le immagini e i dati dei sensori per identificare potenziali segnali di presenza umana, come tracce di sci, indumenti o attrezzature. Questi sistemi possono accelerare significativamente i tempi di ricerca, aumentando le probabilità di successo del soccorso.

Il sistema “Sharon” (SearcH And Rescue Operation assistaNt), sviluppato dall’Università di Trento in collaborazione con la Protezione Civile della Provincia autonoma di Trento, è un esempio di come l’AI può essere utilizzata per migliorare le operazioni di soccorso in montagna. Sharon utilizza l’intelligenza artificiale e il machine learning per l’analisi e la pianificazione di missioni di ricerca e salvataggio. Il sistema fornisce consigli su come affrontare le varie fasi della missione, stimando l’area più probabile di ritrovamento e guidando la pianificazione delle unità di soccorso.

Un altro spin-off di Sharon, nives, è specificamente dedicato al soccorso valanghe. nives tiene conto delle specificità degli interventi in caso di valanga, come la necessità di operare in tempi estremamente rapidi e la presenza di rischi aggiuntivi per i soccorritori. Il sistema fornisce strumenti per la pianificazione delle operazioni, la gestione delle risorse e il coordinamento delle squadre di soccorso.

L’utilizzo dell’AI nelle operazioni di soccorso rappresenta un importante passo avanti nel campo della sicurezza in montagna. Grazie all’AI, i soccorritori possono avere accesso a informazioni preziose e a strumenti di supporto decisionale che possono fare la differenza tra la vita e la morte. Tuttavia, è importante sottolineare che l’AI non deve essere considerata un sostituto dell’esperienza e della professionalità dei soccorritori. L’AI deve essere vista come uno strumento di supporto, capace di fornire informazioni utili, ma non di sostituire il giudizio umano.

La formazione dei soccorritori all’utilizzo dei sistemi di AI è fondamentale per garantire che questi strumenti siano utilizzati in modo efficace e sicuro. I soccorritori devono essere in grado di interpretare correttamente le informazioni fornite dall’AI e di prendere decisioni responsabili, tenendo conto sia delle informazioni fornite dall’AI che della propria valutazione della situazione.

Verso un futuro più sicuro in montagna

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’alpinismo e della sicurezza in montagna apre scenari inediti e promettenti. Dal miglioramento delle previsioni valanghe alla fornitura di informazioni in tempo reale, fino al supporto nelle operazioni di soccorso, l’AI si configura come uno strumento prezioso per ridurre i rischi e proteggere gli amanti della montagna.

Tuttavia, è fondamentale affrontare le sfide e le limitazioni associate all’uso dell’AI in modo responsabile ed efficace. La qualità dei dati, i potenziali bias degli algoritmi, le questioni etiche e la necessità di integrare l’AI con altre tecnologie sono tutti aspetti che devono essere attentamente considerati. Solo in questo modo potremo sfruttare appieno il potenziale dell’AI per creare un futuro più sicuro in montagna.
Il progetto Ski Slope Digital Twin del Politecnico di Torino e Milano, nato dopo la tragica scomparsa della sciatrice Matilde Lorenzi, è un esempio concreto di come l’AI, i sensori e i droni possono essere utilizzati per creare mappe virtuali che segnalano e anticipano i pericoli per gli atleti sulle piste da sci. Questo progetto dimostra il potenziale dell’AI per migliorare la sicurezza in tutti gli aspetti della montagna, dal soccorso alpino alle gare sportive.

L’AI non è una bacchetta magica, ma uno strumento potente che, se utilizzato con intelligenza e responsabilità, può contribuire significativamente a rendere la montagna un luogo più sicuro e accessibile a tutti.
Approfondimento Montagna e Alpinismo: Nozioni di base e avanzate

Amici appassionati di montagna e alpinismo, riflettiamo insieme su quanto l’intelligenza artificiale possa trasformare la nostra esperienza in montagna. Come abbiamo visto, l’AI può migliorare la sicurezza in valanga, fornendo previsioni più accurate, informazioni in tempo reale e supporto alle operazioni di soccorso.

Una nozione base da tenere sempre a mente è l’importanza della pianificazione: studiare il percorso, consultare i bollettini meteo e valanghe, informarsi sulle condizioni del manto nevoso. L’AI può aiutarci in questo, ma non può sostituire la nostra capacità di valutare i rischi e prendere decisioni responsabili.

Una nozione avanzata riguarda l’interpretazione dei dati forniti dall’AI: non dobbiamo fidarci ciecamente delle previsioni, ma dobbiamo essere in grado di comprenderne i limiti e di integrarli con le nostre conoscenze e la nostra esperienza. L’AI è uno strumento potente, ma la sicurezza in montagna dipende sempre da noi e dalla nostra capacità di prendere decisioni consapevoli. Riflettiamo, quindi, su come possiamo utilizzare al meglio l’intelligenza artificiale per vivere la montagna in modo più sicuro e responsabile.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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