La Regione Piemonte impugna davanti alla Corte Costituzionale l'art 15 della legge 166/2009, meglio nota come "legge sulla privatizzazione dell'acqua".
Il provvedimento di impugnazione è stato adottato oggi dalla Giunta regionale su proposta della Presidente Mercedes Bresso, dell'Assessore all'Ambiente Nicola De Ruggiero e dell'Assessore al Legale, Sergio Deorsola.
Nella delibera, la Giunta richiama un precedente ricorso del 2008, ricorso con il quale si contestava la legittimità dell'articolo 23bis della legge 133 del 6 agosto 2008 recante disposizioni in materia di servizi pubblici, per violazione degli articoli 5, 114, 117, 118 e 120 della Costituzione, anche con riferimento agli articoli 3 e 97 della nostra Carta fondamentale.
In altri termini, il Governo regionale ritiene che l'articolo 15 della legge 166 rappresenti sia una riduzione dei diritti fondamentali dei cittadini (art 3 della Costituzione) sia una prevaricazione rispetto al riconoscimento dei poteri assegnati alle Regioni in forza del Titolo V della Costituzione.
Alle osservazioni già inoltrate in precedenza, la Giunta ne aggiunge una serie riguardanti la violazione dei trattati europei e la libera concorrenza.
"Portiamo alcuni esemplari di yak sulle Dolomiti bellunesi, dove potranno vivere in un contesto climatico e ambientale ideale per loro. La convivenza di questi 'spazzini del bosco' con animali di altre specie contribuirà tra l'altro ad accrescere la biodiversità della zona e a favorire la salvaguardia dell'ambiente, valorizzando anche le aree marginali del territorio."
Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, a proposito del trasferimento di una mandria di yak nell'Alpago, sulle Dolomiti bellunesi. Nel territorio, a Valle di Cadore, sono già presenti 45 esemplari, ben inseriti nel contesto climatico-ambientale della zona.
La consegna degli animali è avvenuta lunedì 30 novembre. Questi esemplari, che sono un bene dello Stato, sono stati dati in comodato d'uso gratuito a un'azienda privata, che li alleverà nel pieno rispetto delle norme sul benessere degli animali e non saranno destinati alla macellazione.
Gli animali hanno fatto parte del progetto di ricerca triennale avviato nel 2005 dal Ministero delle politiche agricole e forestali denominato "L'Allevamento dello yak per il recupero delle aree marginali: studi sull'adattamento e valutazione delle caratteristiche dei prodotti", che è stato effettuato dal Cra-Istituto sperimentale per la zootecnia (Isz) di Roma. Il gruppo degli yak usato per la ricerca è stato collocato in un'area a quota 1450-1500 metri a ridosso dei monti della Laga detti "Monti Gemelli", poi successivamente spostati in Abruzzo.
L'obiettivo era duplice: verificare se gli animali potessero rappresentare un'ulteriore opportunità per la montagna e favorire l'accumulo di conoscenze da mettere a disposizione dei paesi d'origine.
In soli due anni, l'animale ha dimostrato una notevole capacità di adattamento, tanto che il nucleo originario si è riprodotto e ora il numero del gruppo è raddoppiato.
Il suo comportamento alimentare, poi, ha avuto il duplice effetto positivo di favorire il controllo della crescita delle infestanti e di consentire la ricrescita delle altre essenze foraggiere, contribuendo a un graduale ripristino delle condizioni normali dei pascoli dell'Appennino.
Proprio per la sua capacità di adattamento all'ambiente e per la sua alimentazione, basata su vegetazione non utilizzabile da ovini, caprini e bovini, in Svizzera parte dei finanziamenti destinati a tenere pulito l'ambiente vanno agli allevatori che usano gli yak a questo scopo.
Oggi, a ricerca conclusa, si può effettuare il trasferimento di parte degli animali in un territorio in cui gli yak potranno contribuire alla salvaguardia dell'ambiente e alla valorizzazione del territorio.
"Sono certo - ha detto il Ministro - che il trasferimento degli yak contribuirà a rendere ancora più bello un territorio, quello delle Dolomiti, unico al mondo. Grazie alla vocazione 'ecologica' di questo animale, l'ambiente sarà più pulito e potremo valorizzare ancora di più queste aree, creando anche una attrattiva in più per il turismo nella zona".
Un'idea, un progetto, un impegno.
Parte da Bergamo e da Torino l'idea del MANIFESTO PER I POLI, un documento che darà la stura ad una serie di azioni di carattere scientifico e divulgativo, con lo scopo di concentrare l'attenzione di Governi, comunità scientifiche, studiosi, studenti e cittadini del mondo, su Artide e Antartide, due ampie regioni del globo a rischio sotto diversi punti di vista.
La presentazione del MANIFESTO PER I POLI, avverrà a Torino, il 1 Dicembre 2009, con la regia di CinemAmbiente, presso il Museo Regionale di Scienze Naturali (Via Giolitti 36, dalle h. 14,00, cfr. allegato).
A proporre il MANIFESTO PER I POLI, due studiose: la giornalista Ada Grilli, direttore di una casa editrice con diversi titoli sull'Artico e Gabriella A.Massa, archeologa inuitologa di fama internazionale, già curatrice della mostra "Inuit e Popoli del Ghiaccio", ospitata nel 2006 a Torino in occasione dei XX Giochi Olimpici Invernali e coordinatrice per la Provincia di Torino dell'Anno Polare Internazionale.
Grilli e Massa sono convinte che l'Anno Polare Internazionale, appena concluso con scarsa visibilità mediatica, non debba lasciare un vuoto operativo fino al prossimo - che cadrà soltanto nel 2059 - e sono pure convinte che la capacità italiana di ignorare le problematiche delle regioni circumpolari sia superiore alla media internazionale. Pertanto, senza frapporre indugi, lanciano il proclama chiamato efficacemente MANIFESTO PER I POLI, che altro non è da intendere se non la "facciata" di un edificio tutto da costruire. Con la collaborazione di varie, qualificate maestranze, s'intende.
Le fondamenta ci sono già: una mostra (Il bianco e tutti i colori dell'Artico) che sarà inaugurata in quella sede per restare fruibile al pubblico fino al 10 gennaio 2010 e il progetto " C. Lévi Strauss" con alcuni studenti maturandi della provincia di Bergamo e Torino che, primi in Europa e seguiti dalle due tutor, presenteranno alle rispettive commissioni d'esame nel 2010 lavori interdisciplinari su Artico e Antartide.
Il pomeriggio di full immersion nei Poli prevede, tra l'altro, la proiezione di due film inediti in Italia: l'uno, di David Buckland, "Art of the Arctic", girato tra il 2003 ed il 2006 a Cap Farewell (Groenlandia) e l'altro, di Luigi Turolla, "Il continente di ghiaccio", prodotto da Cinecittà Luce nel lontanto1975. Entrambi i registi sono attesi all'evento, insieme a due dei protagonisti della prima spedizione subacquea antartica che si ricordi (1974).
Alla manifestazione saranno presenti anche autorità nazionali e internazionali, studiosi e ricercatori a vario titolo autorevoli in tema di problematiche ed esperienze boreali e australi, tra cui Edward Chaplin, ambasciatore per la Gran Bretagna, Gaetano Capizzi, direttore di CinemAmbiente, Paolo Notarbartolo e Francesco Cinelli, membri del Gruppo Fiorentino Ricerche Scientifiche e Tecniche, regista l'uno, docente universitario l'altro, Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes.
Per informazioni:
http://ilmanifestoperipoli.wordpress.com;

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